Il 5G “oro” per i porti italiani (e non solo). Ma Civitavecchia blocca tutto - CorCom

IL CASO

Il 5G “oro” per i porti italiani (e non solo). Ma Civitavecchia blocca tutto

Nel nostro Paese le sperimentazioni nelle aree portuali best practice internazionali. Protagoniste Genova, Livorno e Bari. Ma sull’onda delle fake news il sindaco della città laziale firma un’ordinanza per sospendere l’installazione delle nuove antenne in tutto il Comune. Proprio mentre l’Anci chiede di accelerare

23 Apr 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Da un lato il governo chiede alle telco di accelerare sulla banda ultralarga fissa e mobile, alias sulla posa della fibra e l’installazione delle antenne 5G, e dall’altro continua l’ostruzionismo dei Comuni sul fronte delle autorizzazioni. E addirittura nelle ultime settimane, anche e soprattutto sull’onda delle fake news relative ai legami fra il 5G e la diffusione dei Coronavirus, stanno lievitando le ordinanze per sospendere la posa delle antenne di nuova generazione. Protagonisti in particolare i piccoli Comuni – a macchia di leopardo su tutto il territorio – proprio quelli che più degli altri avrebbero bisogno di tecnologie di nuova generazione, in particolare mobili, per andare a colmare l’annoso gap digitale.

Anci e Uncem: “Accelerare sul digital divide”

Eppure l’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, invita le amministrazioni a passare all’azione al più presto: “Bisogna accelerare lo sviluppo di tutti gli strumenti tecnologici per superare il digital divide nei piccoli Comuni, specie in questo periodo in cui molte attività della vita quotidiana si sono spostate online, dallo smart working alla didattica, sino al diritto fondamentale di tutela della salute”, sottolinea il vicepresidente vicario Roberto Pella. “Si tratta di un divario che non riguarda solo la copertura internet, ma in molti casi anche la telefonia, fissa e mobile. Va colmato inoltre un divario organizzativo: penso al tema delle gestioni intercomunali, dello sviluppo economico e dell’innovazione nei piccoli Comuni e nelle aree interne, per contrastare lo spopolamento e la marginalizzazione di interi territori del Paese. Con l’emergenza Covid19, telemedicina e teleassistenza sono tornate al centro del dibattito, evidenziando il bisogno di rafforzare un sistema di rete e di cura che deve potersi interfacciare con aziende e strutture ospedaliere”.

Appello che fa seguito a quello dell’Uncem, l’Unione delle Comunità montane: “Sono 120 i piccoli Comuni coinvolti nell’attuazione del Piano nazionale 5G. Uno specifico intervento per ridurre il digital divide”, sottolinea il presidente di Uncem Marco Bussone ricordando che ammontano a oltre 1.200 i comuni che registrano problemi di accesso alla telefonia mobile. “In troppe parti del paese uno o più operatori hanno difficoltà a garantire segnali adeguati. Per non parlare della mancanza di banda larga fissa. Un divario digitale di cui il paese si è accorto soprattutto in questi giorni con l’emergenza sanitaria e che impone dunque alla politica di mettere al più presto questi temi nell’agenda della ripresa”. Secondo Bussone gli ostacoli sono legati anche e soprattutto alla carenza di informazioni da parte dei Comuni “a cui si aggiungono le fake news o le informazioni controverse e oggetto di contrasti anche nella comunità scientifica. Dobbiamo riuscire a dare un quadro il più corretto e definito possibile”.

Civitavecchia sospende il 5G, il sindaco cede alle fake news

Ma clamorosamente Ernesto Tedesco, sindaco di Civitavecchia, città portuale laziale, ha deciso di sospendere l’installazione delle antenne 5G su tutto il territorio comunale. La decisione fa notizia per almeno due motivi: in primis perché con oltre 50mila abitanti Civitavecchia non fa parte di quel “club” dei piccoli Comuni in cui le resistenze all’innovazione sono frutto di una disinformazione più elevata ma anche di decisioni politiche votate ad “accontentare” un elettorato spesso reticente (molti i comitati e i gruppi anti-5G che sono proliferati in particolare nelle piccole aree); e poi perché Civitavecchia è anche una città portuale e proprio nei porti si sono condotte numerose sperimentazioni 5G in Italia e all’estero e si stanno portando avanti iniziative importanti al fine di trasformare le aree portuali in aree completamente digitalizzate a tutto vantaggio della movimentazione di merci e persone e quindi dell’efficientamento e della sicurezza.

I porti di Genova, Livorno e Bari best practice internazionali sul 5G

Genova, Livorno e Bari le città protagoniste delle sperimentazioni nazionali: a Genova il progetto vede protagoniste Fastweb ed Ericsson, a Livorno Tim ed Ericsson e a Bari Tim, Fastweb e Huawei.

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Lanciato a febbraio 2019 il progetto Fastweb-Ericsson, in collaborazione con il Comune di Genova, ha fatto leva sulla realizzazione di infrastrutture nel Porto Antico della città per lo sviluppo di nuovi servizi digitali abilitati dal 5G, in sinergia con la piattaforma Wi-Fi già diffusa e attiva in città.

Il progetto “Logistics of the future in Sustainable Smart Ports” portato avanti nel Porto di Livorno grazie alla collaborazione fra Tim, Ericsson, Cnit, Fondazione Eni Enrico Mattei e l’Autorità di Sistema portuale Mar Tirreno Settentrionale è considerato talmente innovativo da essersi ritagliato – unico progetto italiano – un ruolo da protagonista sul red carpet del Global Solutions Forum di New York. Qui la mission è l’abbattimento delle emissioni di CO2 – nell’ordine di oltre l’8% – proprio facendo leva sulla tecnologia 5G.  Il Porto di Livorno – insieme a quelli del Piero, di Valencia di Antwerp e di Haminakotka – fa parte peraltro di quelli dell’iniziativa europea Corealis (nell’ambito di Horizon 2020)  che ha già dimostrato come la connettività 5G sia in grado di generare una molteplicità (circa 60) di benefici diretti ed indiretti per il sistema portuale promuovendo l’aumento di competitività e di sicurezza per il personale, la crescita sostenibile della città portuale, la gestione del business responsabile nella logistica e un impatto ambientale positivo che si stima in un risparmio di CO2 dell’8,2% annui, pari a quasi 148.000 kg di CO2.

Vede protagoniste Tim, Fastweb e Huawei il progetto “Sicurezza e controllo degli accessi nell’area portuale di Bari”: grazie all’interconnessione delle infrastrutture portuali e di numerosi dispositivi tra cui sensori, videocamere, wearable, terminali, droni e gate trasportabili, con una piattaforma centralizzata di comando e controllo per la sicurezza e il controllo accessi sarà incrementata la sicurezza dell’area portuale, aumentandone ulteriormente l’attrattività turistica e commerciale. La soluzione è stata realizzata dal Consorzio Bari-Matera 5G con Leonardo per le componenti di sicurezza e la piattaforma di comando e controllo, Bosch per le videocamere e con il supporto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e degli enti addetti alla sicurezza del porto (Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza e Polizia di Stato).

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