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LA VERTENZA

Call center, Accenture licenzia i 262 lavoratori di Palermo

Via alla mobilità per gli addetti della commessa BT. Michele Azzola (Slc Cgil): “Il governo latita. Recepire subito la direttiva europea sui cambi di appalto a tutela dell’occupazione”. L’azienda: “Disponibili a cercare una soluzione”

31 Ott 2014

Federica Meta

“E’ arrivata oggi la procedura per il licenziamento dei 262 lavoratori di Accenture a Palermo, dedicati alla commessa British Telecom“. Lo annuncia Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil.

“Questo dopo le tranquillizzanti affermazioni del Ministro Guidi che a seguito dell’incontro dello scorso 7 ottobre al Mise aveva dichiarato che “il Governo ha tutelato tutti i lavoratori” – ricorda il sindacalista – Invece il Ministero non ha ritenuto di dover proporre soluzioni alternative ai licenziamenti limitandosi a prendere atto dell’indisponibilità di British Telecom di mantenere l’occupazione nel sito, che nel frattempo ha già spostato le commesse su altri territori che le gestiscono con personale precario e al di fuori delle previsioni di legge.”

Secondo Azzola il governo continua a latitare “anche su una vertenza che trae le sue origini dal mancato recepimento delle tutele dei diritti dei lavoratori garantito dalla direttiva europea 23 del 2001”. Si tratta di una mancanza “che consente alle imprese attraverso il meccanismo della successione di appalti di licenziare il proprio personale sostituendolo con personale precario e sottopagato e di scaricare la competizione presente sul mercato solo sulle spalle dei lavoratori”, spiega Azzola.

“Il recepimento dei contenuti della direttiva, che è stato chiesto a gran voce anche dall’associazione di rappresentanza dei Call Center e dalla quasi totalità delle imprese coinvolte, non viene effettuato per un incomprensibile contrarietà di alcun esponenti del Governo- sottolinea – Questo in uno scenario in cui lo Stato si troverà a spendere oltre 500 milioni di euro nel triennio 2012 – 2014, in ammortizzatori sociali e incentivi alle assunzioni, per non creare neanche un posto di lavoro nuovo ma semplicemente per spostare sul territorio quello già esistente”.

Nei prossimi giorni saranno assunte tutte le forme di mobilitazione a sostegno della vertenza, a partire dal presidio di lavoratori il giorno della ripresa del confronto in sede di Ministero del Lavoro l’11 novembre.

Azzola si appella infine a BT e Accenture: “Sedetevi intorno a un tavolo e aprite a una soluzione accettabile per tutti gli attori coinvolti. La Responsabilità sociale nei confronti di un territorio come Palermo in una condizione di crisi come quella che il nostro Paese sta attraversando richiede responsabilità.”

Accenture, dal canto suo, rciorda che “per diversi mesi ha lavorato con BT e i sindacati per trovare una soluzione percorribile per il contact center di Palermo. Il piano proposto avrebbe preservato i 262 posti di lavoro e mantenuto le attività del contact center a Palermo”.

“Nonostante tutti gli sforzi, non è stato possibile trovare un accordo tra le parti, non lasciandoci altra alternativa se non quella di avviare la procedura di mobilità – spiega la società – Siamo consapevoli del periodo di incertezza che i dipendenti di Palermo e le loro famiglie hanno attraversato. Accenture resta disponibile a cercare una soluzione con tutte le parti coinvolte”.

La trattativa tra azienda e sindacati sulle sorti dei 262 addetti di Accenture del call center di Palermo che lavoravano a una commessa di BT Italia, si è interrotta il 7 ottobre. Le due aziende avevano ribadito la proposta avanzata nei giorni precedenti, sulla quale i sindacati avevano già espresso più di una perplessità: ricollocazione del 70% del personale in una società del gruppo BT e il restante 30% in una società di Accenture, vincolando l’accordo ad un abbassamento dei livelli retributivi ed alla sottoscrizione di verbali di transazioni individuali per tutti i 262 lavoratori, con rinuncia di rivalsa per il precedente rapporto di lavoro.

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