Honor finisce nel mirino dei Repubblicani Usa: nuovo ban per i cinesi? - CorCom

TRADE WAR

Honor finisce nel mirino dei Repubblicani Usa: nuovo ban per i cinesi?

Il produttore di smartphone scorporato da Huawei rischia di finire nella black list: 14 deputati puntano a bloccare l’accesso ai chip americani. Ma il Paese asiatico lancia l’allarme: “Sarà un boomerang per le aziende statunitensi”

11 Ago 2021

Patrizia Licata

giornalista

Il ban americano contro Huawei potrebbe estendersi anche al suo ex brand degli smartphone Honor. Un gruppo di 14 deputati Repubblicani ha infatti chiesto al dipartimento del Commercio degli Stati Uniti di aggiungere Honor alla lista nera delle aziende con cui le imprese americane non possono avere rapporti commerciali per motivi di sicurezza nazionale. Lo riporta l’agenzia Reuters.

I deputati, guidati da Michael McCaul, membro della Commissione per gli affari esteri della Casa dei rappresentanti, affermano che Huawei abbia scorporato Honor solamente nel tentativo di “eludere i controlli degli Usa sulle esportazioni volti a evitare che il Partito comunista cinese metta mano su tecnologie e software americani”.

Il gruppo di Repubblicani cita alcuni analisti che affermano che il marchio Honor dava a Huawei accesso a chip e software di importanza fondamentale e che sarebbe stato già bloccato se non ci fosse stato lo spin-off. I commentatori cinesi però avvertono: se il ban americano fosse esteso a Honor si causerebbe un inasprimento della trade war con la Cina.

Lo spin-off di Honor: una mossa politica?

Huawei ha annunciato ufficialmente lo scorporo del brand low-cost degli smartphone Honor a novembre del 2020. La vendita a un consorzio cinese ha incluso tutti gli asset di Honor e Huawei non detiene azioni della società. Honor ha potuto così tornare a cooperare con le aziende tecnologiche americane, in particolare i produttori di chip Intel e Qualcomm, e ha portato sul mercato nuovi modelli di smartphone.

“La vendita dell’azienda è stata una mossa politica, non economica”, ha detto McCaul durante un’udienza al dipartimento del Commercio. “L’accesso alla tecnologia americana pone le stesse preoccupazioni in merito alla sicurezza del Paese”.

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Analisti cinesi al contrattacco: “Boomerang per le aziende Usa”

La proposta dei deputati Repubblicani è “completamente irragionevole e ha lo scopo di inasprire le ostilità tra la Cina e gli Usa”, ha commentato sul Global Times l’analista Ma Jihua. L’esperto osserva che Honor è una società indipendente da Huawei e non c’è motivo per gli Stati Uniti di colpirla con i divieti di accesso alle tecnologie americane.

Un eventuale ban contro Honor danneggerebbe le aziende americane come Qualcomm e non servirebbe ad arginare l’ascesa tecnologica della Cina”, ha detto Jijua. L’analista sottolinea che Xiaomi, Vivo e Oppo sono società del tutto simili ma non vengono prese di mira dai parlamentari Usa.

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