I "brand" delle Tlc perdono valore. Solo Fastweb in controdendenza: +10% - CorCom

GLI EFFETTI DEL COVID-19

I “brand” delle Tlc perdono valore. Solo Fastweb in controdendenza: +10%

Secondo la classifica di Brand Finance notevoli gli impatti negativi “intangibili” provocati dalla pandemia. Tim e WindTre lasciano sul terreno diversi punti percentuali in pochi mesi. E Tiscali e Iliad nemmeno entrano in lizza. Ammonta a 19 miliardi il “rosso” accumulato dai marchi del made in Italy

10 Lug 2020

L. O.

Sono a rischio economico alcuni degli asset intangibili italiani nel post-Covid. Sotto i colpi del Covid-19 nel primo semestre 2020 i brand del made in Italy hanno registrato una perdita di valore di circa il 14%, pari a 19 miliardi rispetto ai valori di gennaio (quando l’incremento anno su anno aveva toccato quota 6%).

Emerge dalle stime di Brand Finance secondo cui il settore delle Tlc risulta fra i più colpiti. Tranne Fastweb i brand degli operatori “in linea con il trend globale sembra che abbiano difficoltà a gestire il cambiamento del settore”, si legge nel report”. Tim e WindTre perdono oltre il 10%, Rai e Mediaset sono sostanzialmente stabili. Solo Fastweb, in controtendenza, guadagna quasi il 10% in valore. Tiscali, Iliad, Ho e Kena hanno al momento un valore troppo basso per entrare nella classifica italiana.

“L’incremento di valore del brand Fastweb, che raggiunge i 900 milioni – dice Massimo Pizzo Managing Director Italia di Brand Finance – dipende in buona parte dal rafforzamento del 3,4% dell’influenza sulle scelte dei clienti. La migliorata attrattività è senza dubbio dovuta al posizionamento basato su elevata qualità, trasparenza e prezzo”.

L’impatto del Coronavirus sui brand

L’attuale impatto economico negativo del coronavirus, si legge ancora nella nota,  è dovuto soprattutto alla riduzione della capacità sia di acquisto dei consumatori sia di produzione delle imprese e all’indebolimento dell’immagine e reputazione dei brand, “la cui forza al momento potrebbe essere sostanzialmente analoga a quella di qualche mese fa”.

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Solo l’anno prossimo saranno visibili in maniera più chiara gli effetti della crisi sui singoli brand. Fatto salvo l’impatto economico negativo che subiranno la maggior parte dei brand a causa della riduzione di potere di acquisto, già nei prossimi mesi potrebbero emergere evidenze sul rafforzamento o sull’indebolimento di brand in grado di soddisfare o meno le nuove esigenze dei consumatori post-covid.  “Infatti – si legge in una nota – proprio lo shock provocato dalla pandemia modificherà alcuni driver di acquisto”.

Oltre al prezzo, in questa fase sono in molti a scommettere sulla sempre maggiore rilevanza per i consumatori di una vera responsabilità sociale d’impresa e di uno scopo del brand in grado di produrre profitto portando benefici alla collettività.

“A prescindere da quali realmente siano le nuove macro tendenze, il cambiamento di paradigma originato o accelerato dal Covid sicuramente avrà un impatto sull’immagine e sulla reputazione dei brand – dice ancora Pizzo -. Per ottimizzare il profitto tutte le imprese dovranno idealmente mettere in discussione la propria strategia di marca che in alcuni casi si rivelerà adeguata e in molti casi dovrà essere messa a punto o addirittura stravolta”.

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