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SCENARI

Il Garr: “Nostra rete a prova di emergenze, sono gli Ott a rischiare di più”

Nessun contraccolpo dai picchi di traffico sulle infrastrutture del Consorzio che connette università, ricerca e scuole italiane. L’allerta di Massimo Carboni: “La vera sfida è la tenuta delle app di Google & co, potrebbero non reggere”

20 Mar 2020

L. O.

Il Coronavirus mette alla prova le reti Tlc. Ma non la rete Garr. “Il nostro network è simmetrico ed equivalente in tutta Italia. Con l’improvviso aumento delle lezioni online, con flussi in upload spesso superiori a quelli in download, la qualità della connessione non ne risente” dice all’Ansa Massimo Carboni, dirigente del Dipartimento Infrastrutture della rete italiana a banda ultralarga dedicata alla comunità dell’istruzione, della ricerca e della cultura, 17mila km in fibra con una capacità complessiva di 3.5 Terabit.

“L’accesso degli studenti agli streaming video delle lezioni e ai contenuti online ha generato nell’ultima settimana un aumento del traffico in upload del 60% rispetto alla media annuale”, spiega Carboni.

La sfida per gli Over the top

Ma le cose cambiano sul fronte utenze domestiche e scuole che non viaggiano sulla rete Garr. E anche se è sicuro che Internet non rischia di “spegnersi” come in effetti “non accadde a Fukushima”, già oggi possiamo percepirne la saturazione. “Il vero driver dell’evoluzione sono le applicazioni che non reggono alla connettività – spiega Carboni – e i soggetti in crisi sono i fornitori di servizi, quelli che noi chiamiamo Gafam:  Google Apple Facebook Amazon e Microsoft“.

La rete Garr, con i suoi 70 punti di presenza su tutto il territorio nazionale, è gestita dal Consortium Garr, associazione senza fini di lucro fondata sotto l’egida del Miur. I soci fondatori sono Cnr, Enea, Infn e Fondazione Crui, in rappresentanza di tutte le università italiane.

In aree come Milano e Roma, ora che molti hanno cominciato a lavorare da casa, il traffico è aumentato del 40% – aggiunge Carboni: “La saturazione comporta che dai 100 megabit garantiti dal gestore l’utente arrivi ad avere 40 megabit. E’ indubbio che siamo di fronte a limitazioni della banda e che, se quello che abbiamo ora è frutto di dieci anni di investimenti, non possiamo girare la manopola in due settimane e fare ciò che richiederà, invece, dai 24 ai 36 mesi”.

La rete Garr, spiega Carboni, “ha un’offerta maggiore di quello che gli utenti chiedono”. Oggi collega un migliaio di scuole di cui oltre 200 direttamente in fibra (grazie al progetto Garr-X Progress e a una sperimentazione avviata dal 2012). “E’ dai ragazzi e dall’efficacia della didattica online che arriverà il feedback principale per noi dopo questa emergenza” osserva Carboni.

Per questo sarà necessario “ripensare i modelli e questo momento di crisi è un vero banco di prova per il settore. Sulle piattaforme digitali come Microsoft Teams e Google meet si fanno lezioni, ma anche esami e sessioni di laurea”. Come quella che deve predisporre Sapienza di Roma dove si dovranno laureare in tempi brevissimi 1200 studenti delle professioni sanitarie “e l’università – conclude Carboni – dovrà farlo con soluzioni fornite da questi over the top”, le imprese che, senza infrastruttura propria, operano sopra le reti.

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