Servizi premium non richiesti, Agcom multa per 2,2 milioni WindTre, Vodafone e Tim - CorCom

REGOLAMENTAZIONE

Servizi premium non richiesti, Agcom multa per 2,2 milioni WindTre, Vodafone e Tim

I tre operatori non hanno “adottato con la dovuta tempestività e esaustività misure idonee a prevenire l’attivazione in assenza del consenso degli utenti”, secondo l’authority. Le aziende potranno appellarsi al Tar

02 Ago 2021

L. O.

L’Agcom sanziona le società Tim, Vodafone e Wind sulla mancata adozione di misure per prevenire l’attivazione dei servizi premium non richiesti. In tre differenti delibere l’Authority ha sanzionato WindTre per 812mila euro, Vodafone per 754mila euro e Tim per 638mila euro.

Le motivazioni di Agcom

Le società, spiega l’Agcom, non hanno “adottato con la dovuta tempestività e
esaustività misure idonee a prevenire l’attivazione dei servizi premium in assenza del previo consenso degli utenti né a impedirne l’addebito anche in casi di chiara incompatibilità del servizio con l’espressione del consenso”.

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Inoltre non hanno “adottato, con riguardo alle iniziative ripristinatorie conseguenti, ogni misura richiesta dall’ordinaria diligenza per appurare l’esatta dimensione del fenomeno e per assicurare una corretta ed efficace gestione dei reclami per
l’erogazione dei rimborsi agli utenti”.

Le società potranno fare ricorso al Tar contro i provvedimenti entro 60 giorni.

La stretta Agcom sui servizi premium

In febbraio Agcom, a valle di una consultazione pubblica, aveva approvato le nuove regole per il blocco e l’attivazione di tutti i servizi premium in abbonamento forniti sia attraverso sms/mms sia tramite connessione dati su reti mobili.

Con la sola esclusione di una serie di servizi di vasta diffusione erogati tramite sms, che permettono all’utente di effettuare donazioni solidali, accedere a servizi bancari, postali, di mobile ticketing e di televoto, la delibera adottata dal Consiglio – relatore il commissario Antonello Giacomelli – “mira a garantire un’attivazione consapevole e documentabile di tutti i servizi premium in abbonamento”, spiegava una nota dell’Autorità.

Erano due le misure previste: un blocco (cd. barring) sulle sim, che può essere rimosso solo tramite una previa ed espressa manifestazione di volontà dell’utente, e una procedura atta a rinforzare la prova di acquisizione del consenso e a renderlo documentabile. Il blocco opera di default sulle nuove sim, mentre per le altre soltanto se, trascorsi 30 giorni dalla ricezione di un sms informativo, l’utente non abbia comunicato all’operatore una diversa volontà.

La procedura per l’attivazione dei servizi premium in abbonamento prevede l’inserimento del numero di cellulare seguito da una one time password (Otp) di almeno cinque cifre, che il cliente deve inserire manualmente per acquisire una documentata prova del consenso espresso.

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