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Telecom, Asati: “Havas, rischio conflitto interessi”

Nel mirino anche la scelta della Merrill Lynch come sede per la presentazione del piano industriale. “Aspettiamo comunicazioni esplicative e trasparenti”

04 Gen 2017

Asati chiede ai vertici Telecom più chiarezza e trasparenza sulla commessa pubblicitaria affidata da Havas e sulla presentazione del piano industriale presso la sede di New York di Merrill Lynch. Una lettera dell’Associazione dei piccoli azionisti della telco, firmata dal presidente Franco Lombardi, avanza richieste di maggiori informazioni circa due novità che hanno riguardato la compagnia nelle ultime ore.

A partire dalla gestione della pubblicità affidata dopo una selezione ad Havas Media Group, il cui ceo è Yannik Bolloré, figlio del capo di Vivendi. Al Collegio Sindacale e al Comitato Controllo e Rischi della Società, nonché alla Consob, Asati chiede “se, nel board di Tim, l’assegnazione di un contratto così importante e oneroso sia avvenuta con l’attivazione e il puntuale rispetto sostanziale delle procedure delle parti correlate e se l’assegnazione sia stata la più favorevole possibile per Tim, in relazione alle diverse opzioni possibili”.

Concretamente, i piccoli azionisti chiedono di “verificare se il board abbia adeguatamente acquisito, sul mercato, offerte concorrenti e se la valutazione delle stesse sia avvenuta nell’esclusiva interesse della società Tim”. Oltre a sottolineare “l’importanza conoscere la presenza o meno, alle riunioni del Comitato Rischi che hanno trattato il tema, della dottoressa Félicité Herzog”, ossia dell’unico consigliere di amministrazione indipendente in quota Vivendi.

Ma la lettera di Asati mette nel mirino anche la presentazione piano Tim, che secondo indiscrezioni di stampa avverrà a Ney York nel grattacielo della Bank of America Merrill Lynch, e in particolare la copertura delle spese di viaggio dell’evento a carico dell’istituto Usa. Una previsione, finora non smentita né dalla telco né dalla banca, rispetto alla quale Asati chiede di sapere di quali spese di viaggio si tratterebbe e si domanda: “Se non è Tim, naturale soggetto, a quale titolo (e con quale deontologia) interverrebbe Merrill Lynch? Le informazioni qualora rispondessero al vero e qualora non fossero state rispettate tutte le procedure a tutela dell’interesse societario, aprirebbero il problema di un potenziale conflitto di interesse, nonché di un’informazione societaria incompleta e poco trasparente”.

I piccoli azionisti sottolineano inoltre che Merrill Lynch ha assegnato un target price (al titolo Telecom, ndr) di 1,6 euro, a fronte di un valore odierno del titolo di 0,85 euro, con un incremento del 84,7%: “Valutazione che, a oggi, risulta la più alta tra quelli delle 26 banche d’affari riportate dalla stessa Tim e che danno come valore medio di target price 1,00 euro. Ci chiediamo quali eventuali e potenziali interessi potrebbero legare Tim a Merrill Lynch”. Sulle due questioni, conclude la nota di Asati, i piccoli azionisti si aspettano che i vertici forniscano “adeguate comunicazioni esplicative e trasparenti”.

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