LA RIORGANIZZAZIONE

Alibaba, via allo spezzatino: sei unit indipendenti, pace fatta con Pechino?

Ogni divisione avrà ceo e cda separati e capacità di quotarsi e finanziarsi a eccezione di Taobao Tmall Commerce Group. Daniel Zhang resta al timone della holding e del business cloud. Riappare in Cina il fondatore Jack Ma dopo due anni di “esilio”

Pubblicato il 28 Mar 2023

Patrizia Licata

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Alibaba entusiasma il mercato con l’annuncio della sua riorganizzazione in sei unità separate, ciascuna con il suo Ceo e capacità di ottenere finanziamenti e quotarsi. Il colosso cinese della digital economy ha annunciato uno “spezzatino” che piace agli investitori: le azioni sono balzate fin del 9% negli scambi pre-mercato sulla piazza di New York.

Alibaba group assume così una gestione con un modello di holding, con l’attuale Ceo Daniel Zhang che resta alla guida in veste sia di amministratore delegato che di chairman del gruppo ma che devolverà poteri decisionali e operativi ai Ceo e ai Cda delle singole unit, divise per attività: cloud, media e e-commerce.

Le sei divisioni sono: Cloud Intelligence group, Taobao Tmall commerce group, Local Services group, Cainiao Smart logistics group, Global Digital commerce group e Digital Media and entertainment group. L’eccezione tra le sei unit è rappresentata da Taobao Tmall commerce group, che rimarrà interamente sotto il controllo di Alibaba.

Le sei unit di Alibaba 

Le unità operative rappresentano le priorità strategiche di Alibaba.

Cloud Intelligence group si occuperà delle attività di cloud e intelligenza artificiale e sarà diretta dal ceo di gruppo Daniel Zhang.

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Taobao Tmall Commerce Group copre le piattaforme di shopping online dell’azienda tra cui Taobao e Tmall. È l’unica delle sei unit che rimarrà interamente di proprietà di Alibaba.

Local Services group copre il servizio di food delivery Ele.me di Alibaba el l’attività di mappatura. Il ceo sarà Yu Yongfu.

Cainiao Smart logistics ospita il servizio logistico di Alibaba; al timore resta Wan Lin, ora in qualità di Ceo.

Global Digital commerce group include le attività internazionali di e-commerce di Alibaba tra cui AliExpress e Lazada. Jiang Fan fungerà da Ceo.

Digital Media and entertainment group include il business dello streaming e del cinema di Alibaba. Il Ceo sarà Fan Luyuan.

Ognuna di queste unità (tranne Taobao Tmall) può perseguire una raccolta fondi indipendente e una quotazione pubblica quando sarà pronta, ha detto Zhang.

Alibaba ha specificato che la riorganizzazione non avrà effetti sullo status della quotazione a Wall Street e alla Borsa di Hong Kong.

La stretta antitrust di Pechino

Alibaba ha dichiarato di voler “dare più valore agli investitori e stimolare la competizione di mercato”. Con questa trasformazione, si legge nella nota dell’azienda, “faremo diventare le nostre attività più agili, rafforzeremo il processo decisionale e permetteremo risposte più veloci ai cambiamenti di mercato”. 
Lo spezzatino di Alibaba arriva dopo due anni difficili per il colosso di Hangzhou fondato da Jack Ma, tra una crescita a rilento sul mercato domestico e la stretta regolatoria di Pechino, che ha voluto mettere un freno all’espansione dei suoi giganti digitali per favorire l’emergere di nuovi campioni dell’innovazione. Le difficoltà dell’azienda hanno spazzato via in due anni e mezzo 600 miliardi di dollari di valore di mercato rispetto al picco di prezzo delle azioni raggiunto nell’ottobre del 2020.

Il colosso fondato da Jack Ma è stato preso di mira innanzitutto per l’attività fintech, svolta tramite la controllata Ant group. Pechino ha iniziato ordinando lo stop dell’Ipoun’operazione da 37 miliardi di dollari. È poi arrivato l’ordine di procedere con lo spin-off delle attività finanziarie back end di Ant group condotte con i marchi Huabei (simile a una carta di credito) e Jiebei (prestiti non assicurati). Infine il regolatore ha chiesto una netta divisione tra le attività di pagamento e quelle di lending con la creazione di una app separata per Huabei e Jiebei.

Ad Alibaba è stata inoltre inferta una maxi-multa di 2,33 miliardi di dollari per violazioni delle regole sulla concorrenza nel mercato dell’e-commerce.

Il ritorno di Jack Ma

Intanto Jack Ma, il carismatico fondatore di Alibaba allontanatosi dalla scena pubblica dopo alcune dichiarazioni che gli avevano inimicato i poteri alti di Pechino, è tornato in Cina, una mossa percepita come una sorta di offerta di ramo d’ulivo alle autorità. Ma ha visitato la scuola Yungu a Hangzhou, la città in cui ha sede Alibaba, per parlare con gli insegnanti di come cambia la didattica nell’era dell’intelligenza artificiale.

È la prima volta che Ma appare pubblicamente in Cina dall’anno scorso. L’ex ceo di Alibaba ha criticato il governo cinese per la stretta regolatoria sui giganti del digitale e ne ha pagato le conseguenze. Ma è “scomparso” dai radar nell’ottobre del 2020 dopo essersi pubblicamente espresso contro le autorità. A gennaio del 2021 Ma ha fatto una breve apparizione pubblica per poi defilarsi.

Negli scorsi due anni ha mantenuto un basso profilo, spesso viaggiando. È stato visto, secondo quanto riportato di volta in volta dai media, in Giappone, in Tailandia e in Spagna.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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