Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

FINTECH

Bitcoin sfonda gli 8mila dollari, torna la fiducia nella criptomoneta

Il valore – il più alto degli ultimi due mesi – risale sull’onda dell’imminente approvazione negli Stati Uniti di un fondo di investimento basato sulle criptovalute a cui sta lavorando la piattaforma di tranding Huobi. Il regolatore sarebbe pronto a un atteggiamento più “soft” sulla finanza hi-tech

24 Lug 2018

Patrizia Licata

giornalista

Il valore del bitcoin torna a salire: oggi ha superato quota 8.300 dollari, il livello più alto degli ultimi due mesi sulla “borsa” lussemburghese Bitstamp.

Dopo il crollo della seconda metà dello scorso anno, provocato in parte dagli allarmi della comunità finanziaria tradizionale, che vede nelle criptovalute un rischio per la stabilità dei mercati e la sicurezza degli investimenti, il bitcoin gode adesso di maggiore fiducia perché negli Stati Uniti potrebbe essere presto approvato un fondo di investimento (ETF) basato sulle monete virtuali: lo lancerà la piattaforma di trading per criptovalute Huobi come opzione di investimento con cui gli investitori retail avranno accesso a una serie di asset contemporaneamente e faranno i loro acquisti in criptovalute.

Dell’apprezzamento del bitcoin hanno beneficiato anche le altre criptovalute maggiori, come ethereum (470,66 dollari su Bitstamp).

Bitcoin, la valuta virtuale più famosa, ha subito un crollo del valore da metà dicembre (-70% rispetto al massimo storico di 16.000 dollari) per tornare a febbraio oltre i 10.000 dollari sul e Bitstamp. Le fluttuazioni sono tuttavia proseguite anche per effetto di una serie di notizie “negative” che hanno spinto molti investitori a liberarsi della moneta virtuale. Gennaio è stato il mese peggiore degli ultimi tre anni a causa del giro di vite regolatorio annunciato da diversi governi: la Cina ha messo nel mirino siti web e app che offrono servizi simili a piattaforme di scambi di criptovalute, mentre la Corea del Sud, il terzo mercato mondiale per le criptovalute, ha annunciato una legge per proibire gli scambi sui mercati nazionali. A inizio febbraio, un altro colpo alle quotazioni del bitcoin (e di altre criptovalute) è stato inferto dalle indiscrezioni di stampa secondo cui i vertici della Sec, l’organo di vigilanza delle Borsa Usa, e della Commodity Futures Trading Commission vorrebbero chiedere al Congresso americano di prendere in considerazione l’ipotesi di un controllo a livello federale delle piattaforme per gli scambi di monete digitali. Anche l’attacco hacker al mercato di scambio di di Tokyo per criptovalute, Coincheck, ha mandato in crisi le quotazioni.

A maggio il bitcoin tornava protagonista in negativo con l’apertura di un’inchiesta da parte del dipartimento di Giustizia americano volta a capire se i prezzi del bitcoin e delle altre valute digitali sia oggetto di manipolazione da parte dei trader. Si tratta di un’indagine penale che si affianca a quella già aperta dall’ente regolatore di Borsa, la Sec sulla correttezza delle operazioni di offerta di moneta iniziale, o Ico. La notizia dell’inchiesta ha contribuito a nuove oscillazioni del bitcoin, che nel mese di maggio ha perso il 20% del valore. Nello stesso mese il Parlamento europeo ha approvato regole più rigide per evitare che le valute virtuali siano utilizzate per il riciclaggio di denaro e il finanziamento al terrorismo.

Di recente anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha messo in guardia sulla diffusione non controllata di criptovalute che, insieme agli attacchi informatici, possono mettere a rischio la stabilità finanziaria mondiale. Visco ha sottolineato anche i grandi vantaggi dello sviluppo del fintech, che affianchi il canale bancario per sostegno agli investimenti e alla crescita, ma ha avvertito: “Uno sviluppo dell’intermediazione bancaria, se non adeguatamente controllato può anche costituire un fattore di rischio”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Approfondimenti

B
Bitcoin
B
bitstamp
C
criptovalute

Articolo 1 di 5