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FINTECH

Blockchain, Ripple al galoppo: vale 10 miliardi di dollari

Grazie al nuovo round di finanziamenti da 200 milioni, la startup del money tranfer moltiplica la sua valutazione e accelera sull’implementazione della Ripplenet: il sistema blockchain interbancario consente di spedire denaro in tutto il mondo

23 Dic 2019

Patrizia Licata

giornalista

Ripple vale 10 miliardi di dollari: la startup dei trasferimenti di denaro basati sulla tecnologia blockchain ha portato a casa 200 milioni di dollari in un nuovo round di investimento di serie C che ne ha fatto schizzare la valutazione complessiva sul mercato privato. La raccolta di fondi è stata guidata dalla società di investimento newyorkese Tetragon; porzioni minori sono state infuse dalla giapponese SBI holdings e dalla società di venture capital statunitense Route 66 Ventures.

“Questi importanti investori non solo sottolineano il potenziale di lungo periodo di Ripple ma, come partner, offrono la loro preziosa conoscenza di settore per aiutare l’attività di Ripple a svilupparsi su scala globale“, si legge in una nota dell’azienda. “Siamo in una forte posizione finanziaria che ci permette di attuare la nostra visione”, ha dichiarato il Ceo Brad Garlinghouse. “Mentre altri operatori nell’ambito della blockchain hanno rallentato la crescita o chiuso i battenti, noi abbiamo accelerato per tutto il 2019”.

Non solo criptovaluta

Fondata nel 2012, Ripple è nota per la sua criptovaluta Xrp, che ha moltiplicato il suo valore nel 2017 sull’onda del boom delle monete digitali come il Bitcoin. In seguito Xrp, come tutte le altre criptovalute, ha subito drammatici alti e bassi nella quotazione: dal valore di 3 dollari di gennaio 2018 ora vale circa 19 centesimi.

Ma Ripple non è solo una moneta virtuale; la startup si definisce infatti come un’azienda che “permette a banche, fornitori di servizi di pagamento, borse di asset digitali e aziende di mandare denaro su scala globale usando avanzate tecnologie blockchain. Ripple usa Xrp per facilitare le transazioni cross-border nel suo ecosistema di istituti finanziari ma impiega anche un sistema di comunicazione interbancario – una sorta di alternativa a Swift basato su blockchain – che viene utilizzato dalle banche per spedire denaro in tutto il mondo. Il sistema, chiamato RippleNet, conta oggi più di 300 clienti nel mondo (dalla banca Santander a American Express) in oltre 45 paesi e ha di recente stretto un’alleanza strategica con MoneyGram.

L’allargamento del network ha permesso una crescita di dieci volte nel corso del 2019 delle transazioni effettuate nell’ecosistema di Ripple, visto che sempre più banche e società dei pagamenti usano Xrp per ottenere “liquidità on demand”, si legge nella nota della società.

La Internet of Value

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I nuovi investimenti ottenuti permetteranno a Ripple di continuare la sua espansione e di assumere “nuovi talenti globali per rispondere alla domanda del mercato e servire al meglio la sua sempre più nutrita community di clienti e partner”.

La mission di Ripple è “cambiare il modo in cui il mondo muove il denaro“. Questa missione aziendale si inscrive nella visione della Internet of value (IoV) che permette a persone e organizzazioni di spostare il valore esattamente allo stesso modo in cui si spostano le informazioni.

Lo scrutinio dei regolatori e gli altolà dei governi, preoccupati che gli strumenti finanziari digitali siano usati per speculazioni o frodi e decisi a porre severi paletti allo sviluppo del mercato delle criptovalute, hanno fortemente impattato lo sviluppo e la valutazione delle monete virtuali, a partire dal Bitcoin. Lo stesso approccio ha rallentando i tempi e scoraggiato investitori del progetto Libra, l’iniziativa di Facebook nel mondo delle criptovalute.

Resta indiscusso il potenziale della tecnologia blockchain, esplorato anche in Italia, per una molteplicità di applicazioni che includono l’industria finanziaria: è su questo elemento che Ripple cerca di far leva per aumentare il suo ruolo nell’era del fintech al fianco delle banche. Gli investimenti del settore sono cauti ma i progetti in corso nel mondo sono decine: gli operatori hitech insieme agli istituti tradizionali provano a far combaciare tutti gli elementi  – tecnologia, domanda, compliance – che potranno garantire un decollo della blockchain nella finanza.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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