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LA VERTENZA

BT-Accenture, i sindacati non si arrendono: “Ora soluzione in extremis”

Fumata nera al tavolo del Mise. Non si presenta BT. Salvo Ugliarolo, segretario generale Uilcom: “Convocare una nuova riunione al ministero del Lavoro per salvare i 262 lavoratori”

11 Nov 2014

A.S.

“Quest’oggi Bt Italia ha preferito non partecipare al tavolo convocato al Ministero del Lavoro al fine gestire la vertenza Bt-Accenture. Un gesto che evidenzia la sua totale scorrettezza”. Lo afferma in una nota Salvo Ugliarolo, segretario generale Uilcom Uil. “Oserei definire scandaloso questo continuo giocare sulla pelle dei lavoratori senza voler minimamente considerare alcuna possibile soluzione. Qui si sta parlando di 262 persone e del loro futuro – prosegue Ugliarolo – Da mesi siamo impegnati, con grande sforzo, a ricercare una soluzione a questa vertenza ed ancora una volta, l’ennesima, constatiamo da parte dei vertici di BT un atteggiamento inqualificabile”.

“Durante l’incontro, abbiamo fatto appello al sottosegretario Bellanova, affinché un nuovo tavolo possa essere riconvocato al più presto. Sono trascorse già 2 settimane dall’avvio della procedura di licenziamento, un atto che non solo mette in difficoltà 262 famiglie ma che comporta un ulteriore aggravamento delle condizioni di un intero tessuto sociale come quello palermitano, che non gode di alcun tipo di sviluppo – conclude Ugliarolo – per queste famiglie, al momento, non sussiste alcun genere di alternativa possibile”.

La trattativa tra azienda e sindacati sulle sorti dei 262 addetti di Accenture del call center di Palermo che lavoravano a una commessa di BT Italia, si è interrotta il 7 ottobre. Le due aziende avevano ribadito la proposta avanzata nei giorni precedenti, sulla quale i sindacati avevano già espresso più di una perplessità: ricollocazione del 70% del personale in una società del gruppo BT e il restante 30% in una società di Accenture, vincolando l’accordo ad un abbassamento dei livelli retributivi e alla sottoscrizione di verbali di transazioni individuali per tutti i 262 lavoratori, con rinuncia di rivalsa per il precedente rapporto di lavoro.

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