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E-skill per spingere l’occupazione: governo al lavoro sul Piano nazionale

Il programma verrà elaborato dal ministero del Lavoro di concerto con il Miur e il Mid. La ministra Catalfo: “Interventi strategici per rispondere alle esigenze di un’economia sempre più digital e green”

22 Set 2020

Federica Meta

Giornalista

people in a computer network

Più digital skill per uscire dalla crisi. Il governo intende istituire un “Piano nazionale per le nuove competenze” che sarà sviluppato insieme ai ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dell’Innovazione. Lo ha annunciato la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, in audizione davanti alle commissioni Affari sociali e Lavoro della Camera.

La ministra ha spiegato che si intende puntare alla realizzazione di “interventi strategici, a livello nazionale, finalizzati a sostenere le transizioni occupazionali, con una azione integrata che punti allo sviluppo delle competenze delle persone giovani e adulte, indirizzandole anche verso i futuri ambiti economici del verde e della digitalizzazione”.

Una delle “nostre priorità – ha detto Catalfo – è rappresentata dallo sviluppo delle competenze. Credo infatti sia doveroso finalmente accogliere anche in Italia un modello in cui il lavoratore non costituisca più un mero costo per l’azienda, ma venga considerato una risorsa, da far crescere e sulla quale investire, l’investimento in capitale umano è la una delle chiavi di volta su cui costruire il rilancio dell’impresa e del lavoro”.

Già con l’istituzione del “Fondo nuove competenze – ha rivendicato Catalfo – abbiamo messo un primo tassello in un percorso che mette al centro la valorizzazione delle competenze, premiando le imprese che investono nella formazione del capitale umano” rimanere agevolmente e con resilienza allinterno del mercato del lavoro”, ha sottolineato.

Nell’ambito del Recovery Plan sono stati individuati 11 progetti tra loro distinti ma strettamente connessi, accomunati dall’obiettivo di ridurre le disuguaglianze e che puntano a realizzare un miglioramento dal punto di vista quantitativo e qualitativo. “Intendiamo costruire – puntualizza – un mercato del lavoro che sia più competente puntando sulla formazione e riqualificazione soprattutto nel verde e digitale, più inclusivo che coinvolga uomini e donne e garantisca una adeguata protezione sociale e inclusione attiva per i soggetti più’ vulnerabili, più trasparente, più digitalizzato anche attraverso dell’interoperabilità delle banche dati e del fascicolo elettronico unico del lavoratore”.

La strategia nazionale sulle e-skill della ministra Pisano

Oggi è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il comunicato di avviso relativo all’approvazione della Strategia nazionale per le competenze digitali, adottata lo scorso agosto dalla ministra dell’Innovazione, Paola Pisano. Il documento farà da base, appunto, all’elaborazione del Piano nazionale annunciato oggi da Catalfo.

Istruzione e formazione superiore, forza lavoro attiva, competenze specialistiche Ict, cittadini, sono i 4 assi d’intervento su cui si sviluppa la Strategia Nazionale per le Competenze Digitali.

Approccio collaborativo

Elaborata nell’ambito dell’iniziativa Repubblica Digitale, la Strategia è il risultato di un approccio collaborativo che ha messo sullo stesso tavolo Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Università, istituti di ricerca, imprese, professionisti, Rai, associazioni e varie articolazioni del settore pubblico, oltre alle organizzazioni aderenti alla Coalizione Nazionale (più di 120, che promuovono oltre 130 iniziative). La regia è affidata al Comitato Tecnico Guida di Repubblica Digitale, coordinato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale.

Le 4 linee d’intervento

Ecco nel dettaglio le linee d’intervento: “Istruzione e Formazione Superiore” per lo sviluppo delle competenze digitali all’interno dei cicli d’istruzione per i giovani, con il coordinamento del Ministero dell’Istruzione e del Ministero dell’Università e della Ricerca.

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Ancora, “Forza lavoro attiva” per garantire competenze digitali adeguate sia nel settore privato che nel settore pubblico, incluse le competenze per l’e-leadership, con il coordinamento del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministro per la Pubblica Amministrazione.

Terzo step, “Competenze specialistiche Ict” per potenziare la capacità del Paese di sviluppare competenze per nuovi mercati e nuove possibilità di occupazione, in gran parte legate alle tecnologie emergenti e al possesso delle competenze indispensabili per i lavori del futuro, con il coordinamento del Ministero dell’Università e Ricerca e del Ministero dello Sviluppo Economico.

Per finire, “Cittadini” per sviluppare le competenze digitali necessarie a esercitare i diritti di cittadinanza e la partecipazione consapevole alla vita democratica, con il coordinamento del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione (MID).

L’obiettivo è di eliminare il ​gap con gli altri Paesi europei, in termini generali di digitalizzazione e rispetto ai singoli assi di intervento, e di abbattere il digital divide tra varie aree del nostro territorio nazionale. Per raggiungere tale obiettivo viene elaborato un Piano Operativo con le iniziative concrete, alcune già avviate, altre in corso di definizione.

Le iniziative in cantiere

Tra le iniziative specifiche curate dal Mid per il superamento del divario digitale culturale il progetto Servizio Civile Digitale, promosso con il Ministro per le politiche giovanili e lo Sport, attraverso un primo bando rivolto a 1000 volontari del Servizio Civile Universale, con lo scopo di rafforzare il ruolo dei giovani come facilitatori digitali e favorire l’inclusione digitale della popolazione;

Ancora, una collaborazione organica con la Rai per lo sviluppo di contenuti per tutti i cittadini, anche attraverso i canali TV.

Per finire la realizzazione di una palestra digitale, un sito web dove i cittadini possono trovare una guida e strumenti per valutare le proprie competenze e rafforzarle.

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