LA POLEMICA

Facebook & co. sotto attacco, assist Fcc a Trump: “Stesse regole per social, giornali e TV”

La Casa Bianca punta ad abolire lo scudo legale delle piattaforme. Il numero uno dell’agenzia per le Tlc, Ajit Pai “Il primo emendamento non dà diritti speciali ai siti. Faremo chiarezza”

16 Ott 2020

L. O.

Traballa lo scudo legale di Facebook e Twitter. Alla vigilia delle presidenziali si scalda la guerra accesa del governo Trump contro i social accusati di essere “in mano al partito democratico”. “Aboliamo la Section 230!” ha twittato il presidente.

A riattizzare le polemiche la Federal Communications Commission: l’agenzia Usa per le Tlc prende posizione sulla “Section 230” del Communications Decency Act che il presidente Usa vuole abolire. E riattizza le polemiche. Il presidente Fcc Ajit Pai annuncia infatti che procederà a una bozza di regolamento per “chiarire il significato della sezione 230”, la norma che delinea l’immunità fornita alle piattaforme che distribuiscono contenuti di terze parti.

“Le società di social media hanno il diritto alla libertà di parola garantito dal Primo Emendamento – ha detto Pai – ma non hanno il diritto del Primo Emendamento a un’immunità speciale negata ad altri mezzi di comunicazione, come giornali ed emittenti“.

L’attacco alla “Sezione 230”

L’abolizione dell’immunità legale dei social è stata voluta da Trump con un ordine esecutivo firmato a maggio. A settembre il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha proposto una legge, per conto dell’amministrazione Trump, per modificarla.

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L’industria tech alza la voce: secondo la Computer & Communications Industry Association, Incompas, Public Knowledge e Internet Association, la Fcc non ha l’autorità legale per intervenire: “Spetta solo al Congresso” modificare la norma. “Anche i primi firmatari della Sezione 230 hanno affermato che la Federazione non ha il potere di interpretare la legge: rischio per piccole imprese e le startup”.

L’articolo sul figlio di Biden

La decisione di Pai arriva a ridosso di una serie di mosse di Facebook e Twitter su un articolo del New York Post che attaccava il figlio dell’ex vicepresidente Joe Biden. Facebook ha limitato la circolazione dell’articolo mentre Twitter è andato anche oltre, vietando completamente l’accesso.

In risposta ai tweet di Trump il Ceo di Twitter, Jack Dorsey intanto ha ammesso che è stato uno sbaglio bloccare l’inchiesta del New York Post su Biden “fuori da ogni contesto”. Ma il blocco rimane perché i documenti pubblicati contengono informazioni personali, come una serie di indirizzi email.

Intanto, l’account Twitter ufficiale della campagna di Donald Trump è stato bloccato. Mike Hahn, dello staff di Trump, spiega che l’account “@TeamTrump è stato sospeso per aver chiamato Joe Biden un bugiardo”.

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