PRIVACY

Facebook tenta il riscatto post-datagate, bloccate migliaia di app “ribelli”

Annunciata la chiusura dell’accesso alle applicazioni che non si sono sottoposte al processo di revisione iniziato dopo lo scandalo Cambridge Analytica: “Vogliamo garantire più protezione delle informazioni degli utenti”

01 Ago 2018

Facebook rilancia sul fronte privacy. Nel tentativo di riscatto post-datagate e di risollevarsi dopo il tonfo in Borsa il social network blocca l’accesso a “centinaia di migliaia di app” più o meno attive che non si sono sottoposte al processo di revisione iniziato dopo lo scandalo Cambridge Analytica. I termini dell’iniziativa, annunciata a maggio, sono scaduti oggi. La revisione implicava la firma di nuovi contratti sulla raccolta dei dati degli iscritti e una nuova verifica dell’app. “Nei casi in cui abbiamo bisogno di maggiori informazioni, gli sviluppatori avranno un tempo limitato per rispondere”, scrive Facebook.

“Il nostro obiettivo con tutti questi cambiamenti è garantire una migliore protezione delle informazioni degli utenti su Facebook e allo stesso tempo consentire agli sviluppatori di creare grandi esperienze sociali, come la gestione di un gruppo”, spiega Ime Archibong, VP of Product Partnerships del social network.

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Il caso Cambridge Analytica, scoppiato pochi mesi fa e che ha influito sui conti dell’azienda, era nato proprio grazie ad un’app esterna alla piattaforma che ha violato le norme. Sul versante politico, poche ore fa Facebook ha scoperto e reso noto un tentativo di influenzare le elezioni di medio termine americane di novembre attraverso account e pagine non autentiche. Le indagini vengono svolte in collaborazione con l’Fbi.

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