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IL COMMENTO

“O2-Three Uk, la bocciatura farà male al Digital Single Market”

L’affondo di Strand Consult: il no della Vestager è una “cattiva notizia per l’Ue e i consumatori, ma molto buona per gli azionisti di British Telecom”. L’innovazione nasce dallo sviluppo tecnologico “non dal numero di provider sul mercato”

11 Mag 2016

Patrizia Licata

L’Europa ha detto no al matrimonio tra O2 e Three Uk, bloccando l’acquisizione da 10,5 miliardi di sterline proposta da Hutchison sull’operatore mobile controllato da Telefonica: per l’Antitrust Ue guidato da Margrethe Vestager esistono “forti preoccupazioni che gli utenti britannici avrebbero avuto meno possibilità di scelta e pagato prezzi più alti in conseguenza del takeover e che l’operazione avrebbe rallentato l’innovazione nel mobile“. Ma per Strand Consult si tratta di una “cattiva notizia per l’Ue e i consumatori, anche se molto buona per gli azionisti di British Telecom“.

Questa decisione “è negativa per l’industria delle telecomunicazioni europea e per gli obiettivi ad ampio raggio del Digital Single Market della Commissione europea”, si legge nella nota di John Strand. “Sorridono invece gli azionisti di British Telecom, che DG Comp ha protetto come unico player in Gran Bretagna capace di offrire una soluzione quad-play (banda larga, video, telefonia mobile e fissa). Nessun’altra telco in Uk”, nota Strand, “ha le infrastrutture o le dimensioni per competere con BT, che ha di recente ottenuto l’approvazione del regolatore all’acquisizione di Everything Everywhere (EE), l’operatore mobile più grande del paese”.
Strand Consult ribadisce quanto affermato già in precedenza: Margrethe Vestager e il suo staff non capiscono il mercato delle telecomunicazioni e i vantaggi che un player quad-play gode sui concorrenti single-play.

Per Strand, DG Comp non può in alcun modo dimostrare che bloccare i merger sia un favore reso ai consumatori: in Danimarca lo scorso autunno, dopo il no alla fusione Telia-Telenor, tutti gli operatori hanno aumentato i prezzi. “Strand Consult studia il mercato mobile da 20 anni: l’innovazione è trainata dallo sviluppo tecnologico, non dal numero di provider sul mercato”, si legge nella nota. “Ma la Commissione europea fa di tutto per apparire consumer-friendly”, continua Strand, “anche a costo di perseguire politiche che non funzionano; le posizioni su net neutrality e roaming sono frutto di populismo”.

Strand Consult consiglia a Hutchinson di fare appello contro la decisione di DG Comp e denunciare apertamente la “mancanza di trasparenza e di conoscenze” dell’authority su come funziona la moderna industria delle telecomunicazioni.

Pochi giorni fa, quando già circolavano voci sulla probabile bocciatura del deal britannico da parte dell’Antitrust europeo, Strand Consult scriveva che nella Commissione Ue esiste un “conflitto di competenze e strategie” tra DG Connect, che usa dati empirici raccolti nei sondaggi tra gli Stati membro e cerca di disegnare un quadro di normative moderno, e DG Comp che usa le sue “regole alla buona” per decidere quali merger approvare e ha una visione “semplicistica, monolitica”, anche “fuorviante”, del mercato telecom: Vestager e il suo staff “non capiscono che cosa crea veramente la concorrenza”.

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