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IL CASO

Trump: “Facebook vuole fare la banca? Si procuri un’autorizzazione”

Il presidente Usa in un tweet: chi vuole operare nel settore finanziario deve assoggettarsi alle regole internazionali. Bitcoin&co non sono “vere monete”: “Abbiamo una sola valuta, la più forte del mondo, e si chiama dollaro”. Solo ieri la Fed metteva i paletti a Libra: “Così non può andare”

12 Lug 2019

Patrizia Licata

giornalista

Facebook vuole fare la banca? Si adegui alle regole del settore bancario. Il messaggio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump al social network che ha recentemente presentato la sua valuta virtuale Libra e a tutti gli operatori di criptovaluta come il Bitcoin è molto chiaro: basta col vuoto regolatorio. Se questi strumenti vogliono operare come monete devono necessariamente adeguarsi agli standard bancari, ottenere un’autorizzazione e seguire le regole.

“Non sono un grande fan del Bitcoin e delle altre criptovalute, che non sono denaro”, ha scritto Trump su Twitter, e hanno un valore “estremamente volatile basato sul niente. Gli asset virtuali non regolati possono facilitare le attività illecite”, ha aggiunto il presidente americano.

Allo stesso modo, prosegue il tweet di Trump, “Libra di Facebook avrà ben poca affidabilità. Se Facebook e altre aziende vogliono diventare una banca, devono fare domanda per un nuovo documento di autorizzazione e assoggettarsi a tutte i regolamenti bancari, come le altre banche, sia a livello nazionale che internazionale”. Trump conclude: “Abbiamo solo una moneta reale negli Stati Uniti ed è più forte che mai, credibile e affidabile. È di gran lunga la valuta dominante nel mondo e sarà sempre così. Si chiama United States Dollar!”

Il commento di Trump fa seguito all’altolà lanciato ieri dal presidente della Federal reserve Jerome Powell, che ha detto che i piani per costruire una valuta digitale da parte di Facebook “non potranno andare avanti” finché non sarà fatta chiarezza su tutti gli aspetti controversi di questo progetto. “Libra solleva serie preoccupazioni riguardo la privacy, il riciclaggio di denaro sporco, la protezione dei consumatori e la stabilità finanziaria”, ha detto Powell davanti al Comitato dei servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. “Non penso che il progetto possa andare avanti” senza sciogliere prima questi nodi.

Powell ha anche osservato che le regole esistenti non sono adeguate al mutato panorama della finanza digitale: “Libra è qualcosa che non si adatta perfettamente o con facilità al nostro schema normativo, ma ha una scala potenzialmente sistemica. Ha bisogno di uno sguardo attento, quindi credo fermamente che tutti dobbiamo prenderci il nostro tempo per analizzarla”.

Lo Us Financial stability oversight council, un gruppo di regolatori che ha il compito di individuare potenziali rischi per il sistema finanziario, è già pronto ad avviare un dossier, secondo Reuters. Intanto la Fed ha istituito un gruppo di lavoro per seguire il progetto e si sta coordinando con altre banche centrali in tutto il mondo.

Inoltre, a fine mese i dirigenti di Facebook dovranno presentarsi davanti al Congresso per spiegare più nel dettaglio il progetto Libra e quali conseguenze ci saranno ad esempio per la privacy degli utenti. L’azienda di Mark Zuckerberg ha detto di essere “molto allineata sulla necessità di un discorso pubblico. Questo è il motivo per cui insieme agli altri 27 membri fondatori dell’Associazione Libra abbiamo fatto questo annuncio con largo anticipo, così da poter intraprendere un discorso costruttivo e ottenere feedback”.

L’annuncio di Facebook ha scatenato l’allarme di tutte le autorità di regolazione: il G7 ha crato una task force con banche centrali e Fondo monetario internazionale, le banche centrali europee hanno chiesto documenti tecnici e la Financial Conduct Authority britannica ha annunciato un’indagine.

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