L'ESCALATION

Caso Huawei, la Cina pronta a ritorsioni contro Nokia ed Ericsson

Pechino potrebbe imporre restrizioni ai due colossi europei se altri Paesi Ue seguiranno il Regno Unito. La Francia però si è già sfilata assicurando che il vendor cinese non subirà alcun “ban totale” sul 5G

21 Lug 2020

Patrizia Licata

giornalista

La Cina sta valutando delle ritorsioni contro le attività cinesi di Nokia ed Ericsson, i due colossi europei delle attrezzature di rete. Le misure restrittive sarebbero adottate se i membri dell’Unione europea seguiranno l’esempio di Stati Uniti e Regno Unito, che hanno vietato le tecnologie di Huawei dalle loro reti 5G. In tal caso il ministro del Commercio cinese è pronto a reagire con controlli  sulle esportazioni che impedirebbero di fatto a Nokia ed Ericsson di vendere i loro prodotti Made in China negli altri paesi. Lo riporta il Wall Street Journal sulla base di fonti vicine al governo di Pechino.

Worst-case scenario solo se l’Ue farà come il Regno Unito

Si tratterebbe comunque di misure estreme, cui Pechino ricorrerebbe solo se i paesi europei decidessero di adottare la linea più dura contro Huawei e gli altri fornitori di apparati di rete cinesi (come Zte) vietando completamente il loro contributo alla realizzazione delle reti 5G.

La scorsa settimana il Regno Unito ha annunciato che Huawei è esclusa dalla realizzazione delle reti 5G, una significativa inversione di tendenza da parte del governo che potrebbe intaccare in modo significativo le relazioni con la Cina. Riferendo in Parlamento, il segretario alla Cultura del Regno Unito Oliver Dowden ha dichiarato che, per motivi di cybersicurezza, gli operatori mobili nel paese dovranno non potranno più acquistare apparecchiature Huawei già da quest’anno. E dovranno eliminare gli equipaggiamenti Huawei dalle infrastrutture entro il 2027.

Bruxelles: una “cassetta degli attrezzi” per la sicurezza

L’Unione europea non ha messo al bando Huawei, matenendosi per ora su una posizione di cautela: Bruxelles cerca di evitare lo scontro diretto ma anche di garantire la sicurezza delle infrastrutture Tlc europee. A gennaio la Commissione europea ha pubblicato delle raccomandazioni su 5G e cybersecurity che gli stati membri possono adottare su base volontaria per limitare la presenza di Huawei nelle reti di ciascun paese. Le raccomandazioni (Comunicazione “Implementazione sicura del 5G nell’UE – Implementazione della cassetta degli attrezzi dell’UE”) andavano recepite entro il 30 aprile e nelle prossime settimane dovrebbe essere pubblicato il report che illustra come i 27 membri Ue hanno adottato le loro misure a garanzia della sicurezza delle nuove reti.

Le raccomandazioni di Bruxelles fissano requisiti di sicurezza più stringenti per gli operatori mobili e restrizioni per i fornitori considerati ad alto rischio nella realizzazione di infrastrutture chiave. La Comunicazione istituisce la nascita della cosiddetta “cassetta degli attrezzi”, ovvero una serie di misure che gli Stati membri sono chiamati a mettere in atto a garanzia delle infrastrutture di rete mobile di nuova generazione. Per evitare situazioni di criticità e di “dipendenza” l’Europa suggerisce un approccio multi-vendor.

La Francia: “Aperti agli investimenti di Huawei, no al ban”

Il dibattito su Huawei e il 5G è ancora aperto in Germania, dove il Parlamento non ha deciso se consentire o no la presenza di Huawei nelle sue reti 5G. Gran parte del Parlamento e dell’esecutivo sono fortemente orientati a un bando puntuale contro Huawei, ma non tutti i menbri della coalizione di governo sono sulla stessa lunghezza d’onda. Angela Merkel, in particolare, ha messo in guardia su un approccio che mette nel mirino uno specifico fornitore. L’ultima parola spetta al Parlamento che, però, non deciderà prima di settembre.

Più certa la posizione della Francia, che esclude il bando totale contro Huawei. Fin dall’inizio Parigi si è distaccata dalla linea di Washington, riservandosi di mettere sotto esame i vari prodotti di networking per verificare che non ci siano minacce per la sicurezza.

Ora il ministro delle Finanze, Bruno Le Maire, ha affermato in un’intervista al programma radiofonico France Info che la Francia non vieterà a Huawei di investire nel paese e ha escluso che arriverà a seguire l’esempio della Gran Bretagna. Le Maire ha tuttavia aggiunto per per alcuni siti sensibili ci saranno alte misure di protezione e che la Francia continuerà a “proteggere gli interessi di sicurezza nazionale”.

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