IL CASO

Bip Mobile: credito residuo, novità solo dopo il 15 marzo

Tra 60 giorni l’azienda consegnerà in tribunale il piano e l’attestazione per essere ammessa al concordato preventivo. Bloccate le portabilità a causa di un nuovo contenzioso tra Mvno e fornitore. Adiconsum: “60mila utenti ostaggio dell’azienda”

23 Gen 2014

Antonello Salerno

Fino al 15 marzo, quando Bip Mobile consegnerà tutta la documentazione al Tribunale, non ci saranno probabilmente novità sul credito residuo per i clienti Bip che al 14 gennaio non avevano ancora fatto richiesta di portabilità. Questo perché nessuno potrà intervenire prima che il gestore virtuale abbia reso note le sue intenzioni su come pagare i creditori, depositando il piano e l’attestazione.

A confermarlo è anche il commissario Agcom Antonio Preto, in un’intervista ad AdnKronos: “Le vicende creditizie sono rimesse nelle mani del giudice, perché è in corso una procedura concorsuale. Di certo non possiamo incidere sul potere giurisdizionale, e evidente. L’impresa ha presentato un ricorso per essere ammessa al concordato preventivo. Il Tribunale ha dato tempo fino al 15 marzo per presentare un piano relativo ai crediti, come previsto dalla legge fallimentare”.

Lunedì Giampiero Sirleo, commercialista, nominato dal Tribunale di Roma commissario giudiziale per questo procedimento con decreto del 16 gennaio, ha accettato la carica e ha acquisito i documenti in cancelleria. Bip Mobile entro la settimana dovrà mettere a disposizione tutta l’altra documentazione richiesta.

Secondo le nuove norme della legge fallimentare, Bip Mobile non è ancora stata formalmente ammessa alla procedura di concordato preventivo: L’articolo 161 comma 6, introdotto col decreto Sviluppo, prevede infatti il cosiddetto concordato prenotativo. In pratica si può depositare una domanda prenotativa di concordato preventivo, e il tribunale concede una finestra di tempo per la consegna di tutta la documentazione necessaria. Poi il giudice accerterà la sussistenza di tutti i requisiti e con decreto dichiarerà aperta la procedura, con la nomina del commissario giudiziale. Ma con una delle ultime modifiche alla normativa è stata prevista la figura del commissario giudiziale anche nel periodo “di limbo”, quindi dal deposito della domanda prenotativa fino all’apertura effettiva della procedura di concordato.

Ma cosa succederà dopo il limite del 15 marzo fissato dal tribunale? Da quel giorno in poi il tribunale farà le sue valutazioni per capire se sussistono o meno i requisiti per l’ammissione della società al concordato preventivo. Se ci saranno tutti i requisiti, il tribunale emetterà un decreto in 10-15 giorni, e da quel momento il commissario assumerà pieni poteri, diventando un organo della procedura a tutti gli effetti, a cui spetteranno tutte le verifiche fino all’adunanza dei creditori. Ma fino ad allora si limiterà essenzialmente ai controllo di legittimità, con una serie di verifiche e un filo diretto con il tribunale per segnalare eventuali irregolarità.

Proprio in vista del concordato le associazioni dei Consumatori iniziano a delineare le proprie posizioni: in merito agli indennizzi per la sospensione del servizio, Adiconsum ha chiesto di garantirli “insistendo – spiegano dall’associazione – affinché anche questi possano essere quantificati ed inseriti come crediti dei consumatori, assieme al credito residuo ed ai bonus, nel Concordato”.

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Dal versante Agcom, intanto, Antonio Preto spiega come si è mossa l’autorità in questa vicenda: “Abbiamo promosso un tavolo tra tutti gli operatori e le associazioni degli utenti finalizzato a migliorare la situazione. Da quando i clienti di Bip Mobile sono rimasti senza servizio – spiega – l’Autorità si e subito attivata per ridurre i disagi. E’ stata infatti approvata una delibera per facilitare la migrazione dei clienti di Bip verso gli altri operatori, elevando la capacità di evasione da 500 a 15.000 numeri al giorno. Grazie a questo incremento, la quasi totalità dei clienti di Bip che hanno chiesto di passare ad un altro operatore ci sono riusciti, conservando il proprio numero di telefono”.

“Alcuni operatori hanno riconosciuto il credito. Altri potrebbero elargire bonus – prosegue Preto – Entro il 24 avremo tutti i dati necessari a completare il quadro. L’Autorità si preoccuperà di definire un panorama informativo certo e di far rispettare le norme, senza però poter interferire, questo è da ricordare, con l’autorità giudiziaria”.

Infine il commissario Agcom conferma che l’Authority valuta con favore l’idea del fondo di solidarietà proposta dalle associazioni per la tutela dei diritti dei consumatori: “Trovo interessante l’idea di un fondo compensativo che possa tutelare l’utenza in casi problematici – conclude – attivandosi in caso di crisi o di insolvenza. Manca però la base giuridica: tocca a Governo e Parlamento crearla”.

Intanto, mentre soltanto ieri il Mvno aveva annunciato la sua intenzione di voler ripristinare i servizi, al momento risulta, secondo quando annunciato dal movimento per la difesa del cittadino e confermato da Agcom, che le pratiche di portabilità siano interrotte a causa di un contenzioso in atto tra Bip Mobile e la società che si occupava delle migrazioni.

“Quello che temevamo si è purtroppo avverato – afferma ancora Pietro Giordano, Presidente nazionale Adiconsum – È la prima volta che si verifica nel settore della telefonia una circostanza del genere, mettendo in luce tutte le falle del sistema. La sospensione della portabilità è un fatto grave, perché rende gli utenti di Bip Mobile ancora in possesso delle Sim (circa 60.000) ostaggio dell’azienda”.