I RUMORS

Consolidamento tlc, Vodafone verso merger con 3 in Uk?

Il gruppo cerca una dimensione industriale che possa migliorare i rendimenti: il ceo Nick Read punta sull’M&A anche su pressing degli azionisti

12 Mag 2022

Patrizia Licata

giornalista

Vodafone sarebbe intenzionata a unire le sue attività britanniche con quelle di Three Uk: lo riporta il Financial Times, secondo cui il gruppo guidato dal ceo Nick Read è entrato in trattative con la rivale per discutere di un merger. Se andrà in porto, l’operazione combinerebbe il terzo e il quarto maggiore operatore mobile sul mercato del Regno Unito e creerebbe un player più forte per competere con EE di Bt e O2 di Virgin Media.

Pressing su Vodafone per il consolidamento

I vertici di Vodafone e Tre Uk, che fa capo a CK Hutchison, si sono già incontrati l’anno scorso per negoziare una possibile fusione, ma senza esito.

Questa volta l’accordo potrebbe concretizzarsi per via delle pressioni esercitate dall’investitore attivista Cevian Capital, che vorrebbe vedere Vodafone impegnata in operazioni di consolidamento sui mercati nazionali e di semplificazione delle attività.

“Il cda è composto da persone che hanno scarsa o nessuna esperienza nel settore delle tlc e quindi una limitata capacità di intervenire nelle decisioni strategiche prese dal management”, secondo il parere di Cevian riportato a gennaio dal Ft.

Cevian Capital ha acquistato una partecipazione imprecisata nel gruppo di tlc con l’obiettivo di avviare una maxi operazione di consolidamento in Europa: il fondo è uno maggiori investitori attivisti d’Europa con circa 15 miliardi di dollari in gestione.

Gli analisti di Enders Analysis hanno invece affermato che la “mancanza di capacità di finanziarsi” di Vodafone potrebbe portare la telco in Uk a cercare una “forma di joint venture che possa aiutarla a ridurre il leverage dandole accesso a nuovi prestiti o portandole cash”.

Il titolo di Vodafone quest’anno si è apprezzato del 3% ma ha perso il 44% del valore negli ultimi cinque anni, nota il Ft, sotto il peso di una concorrenza più serrata e una guerra dei prezzi che danneggia i conti e la capacità di investire. Tre, a sua volta, non riesce a raggiungere le economie di scala sul mercato britannico, nonostante abbia l’ambizione di raddoppiare il business. I clienti  crescono ma non aumenta di pari passo il fatturato.

M&A inevitabile per le telco

Resta l’incognita del via libera dei regolatori europei, poco inclini a concedere il disco verde a operazioni che riducono il numero di operativi attivi sullo stesso mercato. Ma anche il ceo Read si è espresso a favore di un approccio attivo della sua azienda verso il consolidamento di mercato, necessario per le telco per ridurre i costi e restare competitive.

Il numero uno di Vodafone ha confermato lo scorso febbraio al Guardian i rumors sulle ipotesi di consolidamento in Regno Unito, Germania, Italia e Spagna. “Ci sono state speculazioni sui media a proposito di fusioni e acquisizioni in specifici mercati europei”, ha affermato Read. “Riteniamo che il Regno Unito abbia bisogno di consolidarsi per darci una dimensione industriale tale da poter migliorare i rendimenti”, ha continuato. Read ha aggiunto di vedere “impegno dalle nostre controparti” e che questo conferma l’esistenza di “potenziali opportunità per modellare il business con asset più forti in mercati più sani e creare valore per i nostri azionisti”.

Vodafone in Italia è stata protagonista del blitz di Iliad conclusosi  in un nulla di fatto dopo il rifiuto dell’offerta da oltre 11 miliardi presentata dalla società di Xavier Niel per il 100% degli asset nazionali.

Ma il settore delle tlc è in fermento, con Spagna, Regno Unito e Italia i mercati più dinamici. L confermano la recente joint venture tra WindTre e Iliad e i rumors su un interesse di Iliad per Tim.

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