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L'EDITORIALE

Le “maverick telecoms” e il caos Italia: Iliad fa “scuola” nel mondo

La Commissione Ue continua a consentire l’accesso di new entrant a dispetto del consolidamento auspicato dagli operatori per tenere testa alle sfide prossime venture. La guerra dei prezzi rischia un effetto boomerang senza precedenti: ce la faranno le telco a sostenere gli investimenti per il 5G?

13 Ago 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

Le chiamano “maverick telecoms”. Le “anticonformiste”. Operatori di Tlc che pur senza dimensioni ragguardevoli stanno letteralmente mettendo a soqquadro il mercato. Ed è l’Europa a pagare il prezzo più alto.

Se da un lato le big telco spingono verso il consolidamento – la fusione Wind Tre andava in questa direzione – dall’altro la Commissione europea lascia spazio ai new entrant in nome della competizione. Ma l’inasprirsi della guerra dei prezzi rischia un effetto boomerang senza precedenti.

L’enfant terrible Iliad – così l’hanno ribattezzata i francesi – dopo aver completamente modificato il mercato francese a partire dal 2012 ha già dato un duro colpo a quello italiano in pochissimi mesi dal debutto.  Nonostante la mancanza di una rete propria –ma l’azienda si dovrà infrastrutturare sulla base di quanto stabilito dalla Commissione Ue nell’ambito della fusione Wind Tre e della relativa cessione ai francesi di parte degli asset eccedenti – Iliad sta già registrando numeri importanti. L’azienda è riuscita a raggiungere il target del milione di clienti con una tempistica che ha sbalordito persino analisti ed esperti di mercato, pronti a scommettere che il risultato non sarebbe stato portato a casa addirittura prima della fine dell’anno e invece è stato messo a segno in meno di due mesi. Wind Tre, Vodafone e Tim hanno accolto il debutto in prima battuta con una certa nonchalance, certe che il quarto incomodo non avrebbe avuto vita facile. E invece così non sta andando. Stando alle prime rilevazioni le tariffe mobili hanno già subito un taglio del 20%. Il che vuol dire meno introiti per le telco che dovranno affrontare a breve la partita 5G. Una partita che necessita di investimenti per le frequenze in gara e per l’infrastrutturazione del Paese. E non a caso si sono scatenati già gli allarmi, anche da parte dei sindacati.

Vero è però che ci sarà da fare i conti con la sostenibilità del business sul lungo periodo: “Riteniamo a questi livelli non sarà facile fare soldi”, ha detto Vittorio Colao, amministratore delegato di Vodafone riferendosi alle tariffe al ribasso che caratterizzano l’offerta francese. Tesi suffragata anche dall’Ad di Tim Amos Genish che ritiene le offerte “non sostenibili”.  Inevitabile però passare al contrattacco: al netto di Wind Tre che al momento ha scelto un approccio “razionale”, Vodafone e Tim hanno deciso di lanciare il guanto di sfida attraverso due brand “allineati” all’offerta Iliad. La prima a scendere in campo è stata Tim con il brand Kena, lanciato ben prima dello sbarco della francese. Vodafone da parte sua si è attivata di recente con Ho.

Intanto Iliad rincara la dose: nei giorni scorsi la compagnia guidata da Benedetto Levi ha lancato una nuova offerta super-aggressiva: sul piatto 40 GB, minuti e sms illimitati a 6,99 euro “per sempre”. Il prezzo viene garantito senza vincoli. In questo modo l’operatore aggiunge 10 GB in più in Italia e 1 GB in più all’estero rispetto all’offerta di lancio, ad 1 euro in più, riservando l’offerta a 500mila utenti.

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