Opa e golden power, due schiaffi a Telefonica - CorCom

AFFAIRE TELEFONICA

Opa e golden power, due schiaffi a Telefonica

Il governo blinda la rete di Tlc. La Consob esclude l’obbligo di Opa da parte degli spagnoli: Telco ha meno del 30% di Telecom. Ma il Mef apre a modifiche della norma per abbassare la soglia. Bernabè: “Governance di TI come il Porcellum”

26 Set 2013

Federica Meta

Il governo scende in campo per “stoppare” Telefonica. Il primo passo del governo sul dossier Telecom consiste nel far rientrare la rete fra gli asset strategici per i quali sono previsti poteri speciali (golden power). Lo strumento è il decreto della presidenza della Repubblica (Dpr) che sarà domani sul tavolo dell’esecutivo. “Gli attivi di rilevanza strategica nel settore delle comunicazioni sono individuati nelle reti e negli impianti utilizzati per la fornitura dell’accesso agli utenti finali dei servizi rientranti negli obblighi del servizio universale”, spiega la bozza del provvedimento. Sono inclusi tra gli asset strategici i collegamenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza e la “rete di accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa anche nel caso di connessioni stabilite mediante servizi di accesso disaggregato all’ingrosso, condiviso o wrl, in rame e fibra”. La bozza prevede che i poteri speciali del governo non si applichino alle operazioni infragruppo “riguardanti fusioni, scissioni, incorporazioni” o cessioni. Tuttavia, i limiti ai golden power non valgono “in presenza di elementi informativi circa la minaccia di un grave pregiudizio per gli interessi pubblici relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti e alla continuità degli approvvigionamenti”.

Contestualmente il governo sta pensando di cambiare l’attuale normativa sull’Opa lasciando agli statuti delle singole aziende la facoltà di fissare una soglia inferiore all’attuale 30% per far scattare l’obbligo di una offerta pubblica di acquisto (Opa). “Le società – come spiegato dal sottosegretario al Tesoro, Alberto Giorgetti – potrebbero essere autorizzate a definire in via statutaria una soglia inferiore a quella stabilita per legge”.

Giorgetti ha precisato che “a livello normativo potrebbe essere determinata una soglia minima per non ingessare completamente il mercato del controllo, mentre non sarebbe consentito alle società di modificare verso l’alto la soglia del 30%. Questo è lo strumento principale a cui si sta lavorando”. Il Senato accoglie con favore l’annuncio del governo e prepara “un atto di indirizzo”, ha spiegato Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria.

Quanto all’operazione di Telefonica, stamane è stata la volta di Giuseppe Vegas, il presidente della Consob, di relazionare al Senato. Il numero uno dell’Autorità ha spiegato che non c’è, allo stato attuale e con la normativa vigente, un obbligo di Offerta pubblica di acquisto (Opa) di Telefonica su Telecom. Mancano le due condizioni “che l’operazione comporti l’acquisizione del controllo di Telco da parte di Telefonica e che Telco detenga più del 30% di Telecom”. La normativa italiana, ha ricordato infatti Vegas, “lega l’obbligo di Opa al superamento del 30% del capitale con diritto di voto, indipendentemente dal fatto che alla partecipazione acquisita corrisponda una situazione di controllo della società quotata”. Vegas ha poi aggiunto che “quando i poteri di governance di Telefonica – ora solo potenziali – diventeranno reali, sarà possibile accertare l’acquisizione del controllo di Telco da parte di Telefonica”: bisogna aspettare il 1° gennaio 2014, in base all’accordo annunciato.

Intanto anche i servizi segreti consigliano – in una informativa depositata al Copasir – di “scorporare la rete Telecom”.

Per stoppare Telefonica il governo spinge su Opa e golden power

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