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FINTECH

Libra, valore fissato su euro e dollaro? Facebook rassicura i mercati

Pressato dai regolatori, il social media valuta la creazione di una serie di “stablecoin” legate alle singole valute nazionali per garantire la stabilità della criptovaluta. Il lancio previsto a giugno 2020 (authority permettendo)

22 Ott 2019

Patrizia Licata

giornalista

Il valore di Libra, la criptovaluta di Facebook, potrebbe essere ancorato alle valute reali, creando una serie di “stablecoin” a seconda delle diverse monete nazionali: una per il dollaro, una per l’euro, una per la sterlina, e così via. Lo ha affermato David Marcus, capo del Libra project di Facebook, intervenendo a un convegno del settore bancario a Washington. Marcus ha ribadito che Facebook e la Libra Association, il consorzio che sta sviluppando la valuta virtuale, mantengono l’obiettivo di dare vita a un sistema per i pagamenti più efficiente ma ora sono aperti a valutare approcci alternativi a quelli proposti al lancio del progetto.

Stabilità assicurata dalle stablecoin nazionali

In pratica, invece di avere una “moneta sintetica” su cui ancorare il valore di Libra, verrebbero create una serie di stablecoin, ovvero criptomonete legate a valute reali. Ciò eviterebbe fluttuazioni importanti.

“Potremmo senz’altro avere una molteplicità di stablecoin che rappresentano la valute nazionali in forma di token digitale“, ha dichiarato Marcus. “È una delle opzioni che dovrebbero essere considerate”. Non è tuttavia la soluzione considerata preferenziale, ha chiarito il top manager all’agenzia Reuters: è solo una delle alternative che viene valutata con l’obiettivo di creare una criptovaluta il più possibile agile.

Lancio previsto a giugno 2020

A metà ottobre a Ginevra si è tenuto il meeting inaugurale della Libra Association, il consorzio che si occuperà della criptovaluta. Il gruppo ha subito defezioni eccellenti come Paypal, eBay, Visa, Mastercard e Booking. I 21 membri rimasti dopo l’esodo hanno siglato l’atto costitutivo; tra questi figurano Uber, Lyft, Vodafone, Iliad, Spotify, Coinbase e alcune società di venture capital.

Le defezioni si legano a un crescendo di altolà dei governi e dei regolatori sia in Europa che negli Stati Uniti che hanno alzato il livello di rischiosità del progetto e ne hanno messo in dubbio il lancio nel 2020. Marcus ha chiarito  che Facebook e la Libra Association vanno avanti e che l’obiettivo è di arrivare al lancio a giugno 2020, ma le difficoltà regolatorie potrebbero provocare un rinvio. “Abbiamo sempre detto che non procederemo finché non avremo risposto a tutti i legittimi dubbi dei regolatori e ottenuto le autorizzazioni necessarie. Quindi dipende da noi”, ha detto Marcus.

Sulla griglia dei regolatori

Superare l’ostacolo regolatorio non sarà banale. Negli Usa non si placa la polemica: ad agosto Jay Clayton, il presidente dell’organo di vigilanza di Borsa Sec, aveva chiesto di sottoporre la moneta digitale del social media alla normativa vigente sui titoli; nei giorni scorsi il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha dichiarato che Libra al momento non raggiunge gli standard regolamentati del settore, specialmente in ambito anti-riciclaggio, e come tale non può essere approvata.

Inoltre, nel Congresso, l’House Financial Services Committee ha chiamato il ceo di Facebook Mark Zuckerberg a un’audizione (prossimo il 23 ottobre), nella quale verranno chieste spiegazioni sulla criptovaluta. È la prima audizione in cui viene coinvolto Zuckerberg da quella a seguito dello scandalo Cambridge Analytica.

In Europa la Francia ha chiesto all’Ue di creare regole condivise per le monete virtuali, superando i rischi dell’attuale mancanza di un quadro normativo. Libra potrebbe causare rischi per i consumatori, la stabilità finanziaria e persino “la sovranità degli stati europei”, ha avvisato la Francia.

Anche l’Autorità bancaria europea (Eba) ha acceso un faro sulle criptovalute come Libra, puntando il dito sui vuoti normativi che rendono difficile gestire la loro governance e lo sfruttamento per il riciclaggio e altre attività illecite.

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