POST COVID-19

Patuanelli: “Presto un piano straordinario sulle competenze 4.0”

L’annuncio del ministro dello Sviluppo economico all’assemblea di Confindustria: “Priorità alla formazione dentro l’impresa”. Transizione 4.0 la bussola

29 Set 2020

Federica Meta

Giornalista

L’Italia della ripartenza post Covid non può fare a meno del digitale e soprattutto di formare lavoratori e futuri lavoratori in grado di rispondere alle sfide della grande trasformazione che la pandemia ha accelerato. Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, intervenuto all’assemblea di Confindustria, ha annunciato l’intenzione del governo di lanciare “un piano straordinario sulla formazione 4.0 e sulle competenze digitali all’interno dell’impresa e anche a partire dagli imprenditori”.

“Le competenze digitali – ha sottolineato – rappresentano un presupposto fondamentale per sfruttare al meglio le potenzialità delle nuove tecnologie”.

Il piano Transizione 4.0 già prevede un credito d’imposta dal 30% al 50% a seconda delle dimensioni delle imprese (le piccole sono più agevolate) e delle spese sostenute (da 250.000 a 300.000 euro) per le competenze.

L’agevolazione sostiene la formazione, finalizzata alla trasformazione tecnologica e digitale, e copre i costi di personale e docenti impegnati nelle attività formative.

Competenze digitali, il programma Miur, Mid e ministero del Lavoro

L’iniziativa annunciata da Patuanelli rappresenta un ulteriore tassello della strategia del governo sulle competenze che include anche il “Piano nazionale per le nuove competenze”, frutto della collaborazione tra  ministero del Lavoro, ministero dell’Innovazione e ministero dell’Istruzione.

Il programma è stato delineato dalla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, in audizione davanti alle commissioni Affari sociali e Lavoro della Camera.

La ministra ha spiegato che si intende puntare alla realizzazione di “interventi strategici, a livello nazionale, finalizzati a sostenere le transizioni occupazionali, con una azione integrata che punti allo sviluppo delle competenze delle persone giovani e adulte, indirizzandole anche verso i futuri ambiti economici del verde e della digitalizzazione”.

“Una delle nostre priorità – ha detto Catalfo – è rappresentata dallo sviluppo delle competenze. Credo infatti sia doveroso finalmente accogliere anche in Italia un modello in cui il lavoratore non costituisca più un mero costo per l’azienda, ma venga considerato una risorsa, da far crescere e sulla quale investire, l’investimento in capitale umano è la una delle chiavi di volta su cui costruire il rilancio dell’impresa e del lavoro”.

“Già con l’istituzione del “Fondo nuove competenze – ha rivendicato Catalfo – abbiamo messo un primo tassello in un percorso che mette al centro la valorizzazione delle competenze, premiando le imprese che investono nella formazione del capitale umano” rimanere agevolmente e con resilienza allinterno del mercato del lavoro”.

WEBINAR
Un mondo che cambia: strategie e strumenti di lavoro flessibili per anticipare la concorrenza
CIO
Marketing

Nell’ambito del Recovery Plan sono stati individuati 11 progetti tra loro distinti ma strettamente connessi, accomunati dall’obiettivo di ridurre le disuguaglianze e che puntano a realizzare un miglioramento dal punto di vista quantitativo e qualitativo. “Intendiamo costruire – ha puntualizzato – un mercato del lavoro che sia più competente puntando sulla formazione e riqualificazione soprattutto nel verde e digitale, più inclusivo che coinvolga uomini e donne e garantisca una adeguata protezione sociale e inclusione attiva per i soggetti più’ vulnerabili, più trasparente, più digitalizzato anche attraverso dell’interoperabilità delle banche dati e del fascicolo elettronico unico del lavoratore”.

E-skill, la strategia della ministra Pisano

La strategia per le competenze digitali,  adottata lo scorso agosto dalla ministra dell’Innovazione Paola Pisano, farà da base, appunto, all’elaborazione del Piano nazionale annunciato oggi da Catalfo.

Istruzione e formazione superiore, forza lavoro attiva, competenze specialistiche Ict, cittadini, sono i 4 assi d’intervento su cui si sviluppa la Strategia Nazionale per le Competenze Digitali.

Elaborata nell’ambito dell’iniziativa Repubblica Digitale, la Strategia è il risultato di un approccio collaborativo che ha messo sullo stesso tavolo Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Università, istituti di ricerca, imprese, professionisti, Rai, associazioni e varie articolazioni del settore pubblico, oltre alle organizzazioni aderenti alla Coalizione Nazionale (più di 120, che promuovono oltre 130 iniziative). La regia è affidata al Comitato Tecnico Guida di Repubblica Digitale, coordinato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale.

Ecco nel dettaglio le linee d’intervento:

  • Istruzione e Formazione Superiore” per lo sviluppo delle competenze digitali all’interno dei cicli d’istruzione per i giovani, con il coordinamento del Ministero dell’Istruzione e del Ministero dell’Università e della Ricerca.
  •  “Forza lavoro attiva” per garantire competenze digitali adeguate sia nel settore privato che nel settore pubblico, incluse le competenze per l’e-leadership, con il coordinamento del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministro per la Pubblica Amministrazione.
  •  “Competenze specialistiche Ict” per potenziare la capacità del Paese di sviluppare competenze per nuovi mercati e nuove possibilità di occupazione, in gran parte legate alle tecnologie emergenti e al possesso delle competenze indispensabili per i lavori del futuro, con il coordinamento del Ministero dell’Università e Ricerca e del Ministero dello Sviluppo Economico.
  •  “Cittadini” per sviluppare le competenze digitali necessarie a esercitare i diritti di cittadinanza e la partecipazione consapevole alla vita democratica, con il coordinamento del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione (Mid).

L’obiettivo è di eliminare il ​gap con gli altri Paesi europei, in termini generali di digitalizzazione e rispetto ai singoli assi di intervento, e di abbattere il digital divide tra varie aree del nostro territorio nazionale. Per raggiungere tale obiettivo viene elaborato un Piano Operativo con le iniziative concrete, alcune già avviate, altre in corso di definizione.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5