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IL BANDO

020202, Assocontact fa ricorso contro la gara del Comune di Milano

L’associazione passa alle vie legali. Chiamata in causa anche l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici per valutare il mancato rispetto dei parametri del costo del lavoro

09 Apr 2014

Federica Meta

Assocontact non molla sulla gara del Comune di Milano. L’associazione ha deciso di fare ricorso contro il bando di gara del per l’appalto del servizio di call center 020202, affidando allo Studio Marazza il compito di seguire la parte legale e di preparare la documentazione necessaria.

Assocontact provvederà inoltre a sottoporre all’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture il mancato rispetto dei parametri del costo del lavoro, nel bando di gara relativo all’aggiudicazione del servizio di infoline 020202 del Comune di Milano. Verrà presentata una istanza di parere per la soluzione delle controversie (ex art. 6, comma 7, lett. N Dlgs 163/2006) al fine di ottenere una verifica sulla congruità del prezzo base d’asta individuato nel bando di gara.

“È stata prevista una remunerazione di 45 centesimi per minuto lavorato, che corrisponde a 18 euro per unità di personale, a fronte di un costo per l’azienda che raggiunge i 17,79 euro – sottolinea il presidente Umberto Costamagna – Riteniamo che il bando del Comune di Milano non tenga conto dei costi reali del personale e per tanto abbiamo deciso di rivolgerci all’Autorità competente per gli accertamenti del caso”.

Nelle scorse settimane Costamagna aveva invitato le aziende di call center a disertare la gara mentre la commissione Lavoro della Camera, per bocca del suo presidente Cesare Damiano, annunciava un’indagine conoscitiva sulle condizioni contrattuali applicate nei call center. “Condividiamo la posizione assunta dal presidente di Assocontact Umberto Costamagna e dalle organizzazioni sindacali del settore dei call center a proposito del bando di gara del Comune di Milano – spiegava Damiano – perché ancora una volta ci troviamo di fronte ad appalti al massimo ribasso che non tengono conto dei parametri dei costi del personale. Una continua rincorsa alla riduzione del costo del lavoro favorisce fenomeni di dumping sociale, l’aggiramento delle regole contrattuali e favorisce sottoscala o quelli che scelgono di delocalizzare le attività in paesi con un bassissimo costo della manodopera. Non possiamo continuare ad avallare una situazione nella quale di fatto gli operatori del settore sono costretti, per aggiudicarsi il lavoro, ad accettare regole che li costringono a no rispettare le tabelle dei minimi salariali dei contratti di lavoro”.

E Almaviva Contact, che attualmente gestisce il servizio 020202, è scesa in campo contro la gara, lanciando l’allarme sul rischio di perdere 200 posti di lavoro e denunciando l’impossibilità di formulare una offerta a base d’asta. “I parametri economici indicati dal Comune e le condizioni di fornitura – spiega la società – sono assolutamente incompatibili con i costi minimi del lavoro previsti dal contratto nazionale”.

Secondo Almaviva Contact “continuare a drogare il mercato con modelli economici non sostenibili nel medio periodo può solo portare alla perdita di migliaia di posti di lavoro nel settore, scaricando sui contribuenti costi duplicati e notevolissimi”.

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