IoT, alla Cina piace Made in Italy: 6 startup seducono Shenzhen - CorCom

IL REPORTAGE

IoT, alla Cina piace Made in Italy: 6 startup seducono Shenzhen

Biotechware, Xmetrics, Openpicus, Deed, Horus e Archon. Accompagnate da Ingdan Italia hanno esposto all’Apec Smetc 2016, nella capitale cinese dell’innovazione: incontri e dimostrazioni dinanzi a produttori, sviluppatori, fornitori e curiosi. Il reportage di CorCom e le interviste ai manager

08 Ago 2016

Andrea Frollà

Obiettivo centrato per le startup italiane in Cina. La spedizione guidata da Ingdan nella Shenzhen Valley, capitale cinese dell’innovazione dove si è tenuta la 9ª edizione di Apec Small and Medium Enterprises Technology Conference, ha riportato in Italia 6 tra le startup tricolori più innovative del panorama IoT (in fondo all’articolo le interviste esclusive ai loro manager realizzate in Cina). I 3 giorni di evento, quest’anno focalizzato sull’innovazione, ha visto produttori hardware e software, distributori e sviluppatori provenienti da tutta l’Asia affollare gli stand del Convention & Exhibition Center di Shenzhen.

L'Ad di Cogobuy Jeffrey Kang a CorCom: Ma non è esagerazione o piaggeria sottolineare che fra le innovazioni in mostra, quelle in tinte Made in Italy hanno catturato la curiosità e l’attenzione dei visitatori più delle altre. Non è nemmeno un caso che il giorno prima dell’apertura della manifestazione Jeffrey Kang, ceo di Cogobuy, in un’intervista esclusiva rilasciata a CorCom abbia spiegato che “la moda è l’esempio della grande innovazione di cui sono capaci gli italiani, ma avete una nuova generazione con le potenzialità per ottenere risultati importanti anche nel campo tecnologico”.

IngDan, la controllata di Cogobuy che raccoglie progetti hardware IoT per metterli in contatto con oltre 8mila partner tra industrie manifatturiere, distributori e investitori, ha scelto l’Italia per iniziare lo scouting d’innovazione in Europa. I risultati ottenuti dalle 6 startup italiane volate in Cina, a sentire tutti i diretti interessati, le hanno dato ragione. “Esempi eccezionali di Made in Italy 4.0, frutto di quelle eccellenze tecnologiche che hanno sempre caratterizzato il nostro paese”, le descrive l’Ad di Ingdan Italia Marco Mistretta, già intervistato da CorCom ad aprile con la società in rampa di lancio europeo. “Sono orgoglioso di poter dire che la #RoadToSuccess con la partecipaazione all’Apec 2016 Shenzhen ha confermato tutte le aspettative, prodotto dei risultati straordinari in alcuni casi migliori delle nostre più ottimistiche previsioni – spiega a CorCom al ritorno dalla Cina -. Mi rifierisco in particolare alla vittoria di Archon nella giornata riservata agli investitori organizzata a Hong Kong insieme al fondo di private equity Tsing Capital, dove le nostre start up hanno concorso insieme alle migliori eccellenze cinesi”.

Durante in 3 giorni di fiera “le nostre startup hanno guadagnato una grande visibilità sui media cinesi cinesi e internazionali, e tutti team sono tornati a casa con delle importantissime referenze e contatti commerciali di primissimo livello” con i ragazzi che “si sono dimostrati tutti all’altezza della situazione, tutti padroni di un inglese perfetto, determinati e concentrati”.

CorCom ha intervistato tutte e 6 le startup a Shenzhen, proprio durante i giorni concitati dell’Apec Smetc 2016. “Siamo cresciuti e abbiamo avuto modo di espandere i nostri orizzonti anche fuori dal confine nazionale”, spiega il ceo di Biotechware, Alessandro Sappia, che in Cina ha portato l’elettrocardiografo portatile 2.0 CardioPad Pro.Il Convention & Exhibition Center di Shenzhen, che ha ospitato l'Apec Smetc 2016

Volevamo capire come approcciare questa bestia mitologica che è la Cina, perché a causa delle differenze culturali, della sua enormità e dell’estrema frammentazione delle sue imprese risulta impossibile avvicinarvisi senza una guida”, sottolinea Emanuele Vazzoler, che a Shenzhen ha esposto il device hi-tech per il nuoto targato Xmetrics.

C’è poi Claudio Carnevali, co-fondatore e ceo di Openpicus, che ha voluto portare in terra asiatica la vision di industria 4.0 Made in Italy di Iomote, piattaforma che con sensori e cloud promette di trasformare le facilities in smart facilities: “I cinesi sono assolutamente consapevoli che ora devono crescere in modo più organico e meno distruttivo e credo che l’industria 4.0 sia per loro un passaggio naturale e anche maggiormente urgente rispetto all’occidente”, sottolinea a CorCom mentre a pochi passi dal suo stand i fratelli Parini fanno provare il bracciale a conduzione ossea ad una platea di curiosi.

Siamo pienamente soddisfatti sia del feedback che abbiamo ottenuto, sia dal network con il quale ci siamo confrontati e dei contatti maturati”, ci rivela il ceo di Deed, Edoardo Parini, con il wearable Get al polso durante la chiacchierata.

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Saverio Murgia, founder e ceo di Horus, già prevede “una road map ad hoc e molto probabilmente un prodotto leggermente diverso” per la Cina, rimasta affascinata dal rivoluzionario dispositivo per i non vedenti sviluppato dal suo team. I 6 startupper italiani volati a Shenzhen dopo aver conquistato il pubblico della Maker Faire Rome

C’è infine chi si è dovuto trattenere qualche giorno in più, come il ceo di Archon, Davide Venturelli. Il fisico della Nasa non ha avuto problemi di passaporto, ma doveva vincere il 1° premio dell’Internet of Things RoadShow di Hong Kong: “I nostri droni col pilota automatico hanno conquistato tutti qua in Cina: abbiamo nuovi fornitori, un nuovo collaboratore molto valido e concrete possibilità di investimenti da parte di attori strategici”.

Insomma, tutti pienamente soddisfatti di una settimana densa di impegni e incontri che CorCom ha seguito da vicino e che avrà bisogno di un seguito importante, per trasformare contatti e idee congiunte abbozzate con Pmi e giganti cinesi in reali opportunità di business.

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