IL PIANO DELLA CHIP COMPANY

Intel in Italia, Zaia: “Progetto in fase cruciale, partita da 10 miliardi”

L’area di Vigasio in pole position secondo quanto riferisce il presidente della Regione Veneto: “Ci lavoriamo da più di un anno ma ora bisogna spingere sull’agreement. 3.500 i nuovi posti di lavoro che potranno essere generati sin da subito”

18 Nov 2022

Patrizia Licata

giornalista

chips act Ue

Sull‘ipotesi Veneto come sede della chip factory di Intel in Italia saranno decisivi i prossimi mesi: “Posso dire che esiste una candidatura del Veneto, immagino che sia stata scelta prioritariamente la nostra, lo ha detto Intel da Davos, posso garantire che stiamo lavorando da più di un anno e siamo in una fase cruciale”, ha dichiarato Luca Zaia, presidente Regione Veneto, intervenendo all’assemblea di Confindustria Verona. “Penso che la partita si andrà a definire nei prossimi mesi”.

L’area individuata per lo stabilimento di Intel è Vigasio (Verona). “Si tratta – ha detto Zaia – del più grande progetto di capitali che arrivano dall’estero realizzato non solo sul territorio, ma in Italia. Siamo davanti a una provincia strepitosa, sia come territorio che come risorse umane e imprese”.

Sede Intel in Veneto, serve l’agreement

Zaia ha ricordato che la candidatura è stata seguita con il governo Draghi e ha aggiunto che “oggi il nuovo governo è sul pezzo. Dobbiamo però chiudere velocemente, chiediamo ora un passo in più”.

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“Una volta deciso il sito, e spero sia Verona, si vada quantomeno alla firma di un agreement”, ha proseguito Zaia.

Parlando del progetto Intel il presidente della Regione Veneto ha affermato che si tratta di un “intervento che vale complessivamente almeno 10 miliardi, che porta 3.500 occupati da subito”.

Il governatore ha proseguito: “Noi non abbiamo solo l’area che servirà a Intel ma crediamo che lì intorno possiamo dare spazio alle startup e alle altre società innovative del mondo digitale per creare una Silicon Valley non solo veneta e italiana ma europea. Se si insedierà Intel avremo i riflettori del mondo puntati. I compiti per casa sono molti, a livello nazionale e regionale, e noi siamo pronti”, ha concluso Zaia.

La chip factory di Intel in Italia

A fine ottobre il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, ha chiarito che sarà Intel “a decidere la sede dell’investimento rispetto alle condizioni che riterrà più congeniali, mentre il compito del governo è di creare, insieme con le Regioni, le migliori condizioni per portare in Italia questo importante e significativo investimento in un asset strategico per l’economia nazionale. Infatti, non dobbiamo dimenticare che si tratta di un’iniziativa privata a cui dobbiamo fornire il migliore supporto. Agiremo come una squadra nazionale”.

L’impianto della chip company americana nel nostro Paese è un hub per l’imballaggio e l’assemblaggio di semiconduttori, che, stando a quanto annunciato mesi fa, dovrebbe generare fino a 5mila nuovi posti di lavoro – 1.500 diretti e 3.500 dall’indotto – a seguito di un investimento attorno ai 5 miliardi. Sempre stando a indiscrezioni, lo Stato si farebbe carico di un finanziamento fino al 40%. Il via dei lavori sarebbe fra il 2025 e il 2027.

Il piano europeo di Intel

L’intero piano europeo di Intel per la produzione di chip vale un impegno complessivo di 80 miliardi di euro in dieci anni che si riverserà su tutta la supply chain, dalla ricerca e sviluppo fino alla produzione e alle più avanzate tecnologie di packaging dei chip. Il ceo di Intel, Pat Gelsinger ha fornito lo scorso marzo i dettagli della prima tranche: investimenti per oltre 33 miliardi di euro in nuove strutture produttive, di cui 17 miliardi per la gigafactory in Germania, 12 miliardi per l’ampliamento di strutture esistenti in Irlanda e 4,5 miliardi per la realizzazione in Italia del primo impianto europeo di back-end (packaging) per la fabbricazione di chip.

Gli investimenti in capacità produttiva e ricerca e sviluppo fanno parte della già annunciata strategia Idm 2.0 di Intel con cui il produttore di Santa Clara cerca di rispondere alla crescente domanda di semiconduttori avanzati e di creare una supply chain dei chip più resiliente. In questo progetto l’Unione europea, con il nuovo Chips Act presentato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, avrà un ruolo da protagonista.

Intel porterà in Europa la sua tecnologia più avanzata, ma farà leva, ha chiarito il ceo Gelsinger, sul ricco bacino di talenti, università e centri di ricerca, infrastrutture e know-how manifatturiero del vecchio continente, nonché sulla volontà politica, sia a livello sia Ue che nazionale, di dare sostegno al progetto del chipmaker americano.

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