5G, primo contratto in Cina per Nokia. Ericsson paga lo scotto del caso Huawei in Svezia - CorCom

BANDA ULTRALARGA MOBILE

5G, primo contratto in Cina per Nokia. Ericsson paga lo scotto del caso Huawei in Svezia

Al vendor finlandese il 4% del valore delle nuove commesse di China Mobile. Alla rivale il 2% contro l’11% ottenuto l’anno scorso: pesa il bando contro i vendor cinesi

20 Lug 2021

Patrizia Licata

giornalista

Nokia si è aggiudicata il suo primo contratto 5G per apparecchiature radio in Cina, assicurandosi una quota in uno dei tre nuovi contratti assegnati da China Mobile per la costruzione della sua rete mobile di nuova generazione.

Un risultato molto importante per il vendor finlandese su quello che è il più vasto mercato per le infrastrutture 5G. La sua diretta concorrente scandinava, Ericsson, ha dovuto invece accontentarsi di una quota più piccola dei contratti 5G di China Mobile: un esito atteso dopo la decisione del governo svedese di mettere al bando Huawei dalle reti 5G nazionali.

La parte le leone per Huawei e Zte

Nei tre nuovi contratti per le stazioni radio macro 5G 700 MHz di China Mobile i fornitori cinesi hanno ottenuto la gran parte delle commesse, come sempre accade nei contratti aggiudicati in Cina. In particolare è Huawei a fare la parte del leone in tutti e tre i contratti, con uno share di circa il 60% in ciascuno. Zte si è aggiudicata quote che vanno dal 29% al 33% a seconda dei contratti.

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La politica nel 5G: Nokia scalza Ericsson

Nokia, che non era riuscita ad ottenere nessuno dei contratti per le infrastrutture radio 5G l’anno scorso in Cina, ha avuto una quota del 10% in uno dei tre contratti, mentre Ericsson ha avuto il 9,6% di un contratto diverso.

La gara ha avuto complessivamente un valore di circa 6 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da Reuters. A Nokia va il 4% del valore e ad Ericsson il 2%, come confermato dallo stesso fornitore svedese.

In Cina 961.000 stazioni base 5G

Il ruolo inferiore per Ericsson è una diretta conseguenza della decisione del governo di escludere i vendor cinesi dalle sue reti 5G. Una decisione pesante vista l’importanza del mercato cinese: il numero di connessioni di terminali 5G in Cina ha raggiunto quota 365 milioni, mentre il Paese spinge nella costruzione della propria rete mobile di ultima generazione, come emerge dai dati del ministero dell’Industria e dell’Informatica.

La Cina ha completato la costruzione della più grande rete autonoma 5G del mondo, ha detto il ministero, precisando che in tutto il Paese sono state realizzate circa 961.000 stazioni base 5G.

La Cina si aspetta di superare i 560 milioni di utenti 5G entro il 2023 e prevede che oltre il 40% degli utenti privati di telefonia mobile sfrutterà la rete 5G. Nel 2023, calcola il governo, in Cina saranno presenti 18 stazioni base 5G per ogni 10.000 persone.

Ericsson negli scorsi anni si è aggiudicata contratti con tutti e tre i principali operatori mobili in Cina per la fornitura di apparecchiature radio per reti 5G. Nel secondo trimestre ha visto crollare del 60% le vendite nella mainland China rispetto al secondo trimestre 2020 a causa dei ritardi nei rollout del 5G.

Ericsson e i prossimi contratti in Cina

Le altre grandi telco cinesi, China Unicom e China Telecom, devono ancora indicare quali vendor si sono aggiudicati i loro nuovi contratti 5G, ma Ericsson ha già anticipato che l’esito rispecchierà probabilmente quello della gara di China Mobile.

“Dato il contesto e viste le condizioni di partecipazione alla gara, se Ericsson dovesse ottenere delle commesse da China Unicom e da China Telecom, riteniamo che saranno della stessa entità di quelle ottenute da China Mobile”, ha indicato l’azienda svedese.

Già a inizio dicembre il numero uno dell’azienda svedese Borje Ekholm aveva allertato sui rischi del ban ai fornitori cinesi. Secondo il ceo la decisione del regolatore svedese di vietare la partecipazione di Huawei alle gare 5G limita la libera concorrenza e i viola i principi della libertà di commercio.

“L’affaire” 5G in Svezia

A ottobre 2020 l’Autorità Svedese per le Poste e le Telecomunicazioni(Pts) ha vietato l’uso delle apparecchiature Huawei agli operatori qualificati che intendono partecipare alle aste del 5G del Paese. A gennaio un tribunale svedese ha rigettato un appello di Huawei contro la sua esclusione dal lancio della rete 5G. L’asta per le frequenze 5G si è quindi svolta senza la partecipazione del colosso cinese.

Ericsson si era subito opposta dicendosi pronta a rivedere pesantemente i propri piani e la propria presenza in Svezia se non ci fosse stato un dietrofront in merito al ban del Paese sulle aziende cinesi.

Nokia bilancia i rischi

I rischi delle ostilità politico-commerciali con la Cina sono messi in conto anche da Nokia: pur essendosi rafforzata in Cina, l’azienda di Espoo continua l’avanzata sul mercato americano per sostenere le vendite e bilanciare gli effetti delle tensioni internazionali che si ripercuotono sulle Tlc.

Lo scorso mese Nokia ha aperto il suo primo Open Ran (O-Ran) Collaboration and testing center presso i suoi uffici a Dallas, in Texas. Il centro ha un focus specifico: è progettato per supportare lo sviluppo di partnership tra i fornitori di Open Ran.

Insieme, Ericsson e Nokia si sono di recente aggiudicate il contratto per la rete radio 5G di Telefonica in Spagna. Le attrezzature Huawei sarannoo gradualmente sostituite ed eliminate dal 2024. Huawei resterà  fornitore di rete per Telefonica in Brasile e Germania.

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